A Villa Zito, a Palermo, si inaugura “Connessioni, un’esposizione che vuole raccontare in altro modo il nostro tempo, con particolare riferimento alla creatività siciliana e ad una lettura della contemporaneità.

Un tempo, quello attuale, ricco di trasformazioni e di contaminazioni. Una mostra che evidenzia le contaminazioni e le possibili connessioni che possono unire artisti diversi per creatività ed espressione artistica;  artisti che vivono ed operano nel territorio siciliano e che interpretano lo spirito del tempo, riferito a tematiche osservate in modo distaccato e al contempo ravvicinato: il territorio e il paesaggio, l’uomo e la condizione umana, il manufatto e il prodotto artigianale.

Il 20 Settembre alle 18,30 a Villa Zito è in programma l’inaugurazione della mostra. Il designer Salvo Naccari, ispiratore della mostra, progetta e realizza mobili e complementi d’arredo. Per questa esposizione Naccari ha creato alcuni mobili in collaborazione con Melchiorre Napolitano, Enzo Venezia e Max Ferrigno artisti che, ognuno con autonomia di linguaggio espressivo, ha saputo esprimere la propria creatività con una visione che rimanda anche a temi legati alla cultura popolare siciliana.

Gli artisti si sono confrontati nella ricerca di una possibile connessione tra la loro sensibilità artistica ed il linguaggio del design. In particolare, la sinergia con Salvo Naccari ha consentito che i mobili realizzati potessero presentarsi quali sommatoria di idee, con una  comunione di intenti,  nel rispetto delle proprie identità.

I mobili di Naccari, dunque, sono stati pensati con la finalità di realizzare oggetti d’arte. Creati e proposti come pezzi unici, sono mobili che potrebbero apparire come oggetti alieni, creazioni di un altro mondo in cui l’arte contamina il paesaggio domestico contribuendo, forse, a ridefinire nuove fruizioni dello spazio abitativo. Manufatti che, a volte, presentano strane forme e ci appaiono proposti come in una sospensione temporale, quasi in attesa di un giudizio che ne avvalori un nuovo o più strano utilizzo. Oggetti e creazioni tendenti ad un rinnovato dialogo con l’ambiente che ci circonda, frutto di una commistione tra l’arte e la ragione ma, in realtà, oggetti d’affezione, d’amore.