Un biglietto scritto a penna. Così le donne vengono avvisate che al Policlinico di Palermo non sarà possibile eseguire l’in terruzi0ne volontaria di gravidanza Il servizio, previsto dalla legge sull’aborto, è stato sospeso per assenza di medici che possano praticare il trattamento.

Oltre 85% di obiettori di coscienza

“Lo stop dell’interruzione volontaria di gravidanza al Policlinico di Palermo per mancanza di medici non obiettori è un fatto grave, ma è solo la punta dell’iceberg di una situazione critica da tempo da noi denunciata e confermata dal Ministero della Salute che ha rilevato nell’Isola l’85,8% di obiettori ( Relazione ministeriale con i dati definitivi del 2023). E’ chiaro che occorrono , interventi urgenti”  scrivono in una nota Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia ed Elvira Morana, responsabile del sindacato per le politiche di genere.

“Ogni relazione ministeriale- osservano Messina e Morana- ha rilevato una situazione critica in Sicilia: scarso monitoraggio e mancanza di una lettura compiuta con il risultato della trasmissione al ministero di dati incompleti e tardivi, di fatto mancano dati aggiornati. I numeri fanno tuttavia emergere pesanti criticità: mancanza di medici non obiettori, eccessivo carico di lavoro in capo a
un solo sanitario di una struttura. In Entrambi i casi -sottolineano- viene pregiudicato il diritto delle donne all’assistenza per un aborto sicuro e legale, garantito dalla legge ma non nei fatti”.

Pd Sicilia: “Come sempre sono le donne a pagare le carenze dell’amministrazione”

“Ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto di fronte alle carenze dell’amministrazione pubblica.  A questo punto ci chiediamo se vi sia la volontà politica e amministrativa di garantire davvero il diritto alla salute e all’autodeterminazione delle donne, garantendo personale sufficiente, servizi accessibili, tempi certi e informazioni chiare. E quali provvedimenti, alla Regione e alla direzione del Policlinico, intendano adottare per ripristinare il servizio e assicurare, anche nell’immediato, la continuità dell’assistenza” dicono  Cleo Li Calzi, presidente del Pd Sicilia e componente dell’Esecutivo nazionale Donne Democratiche, a proposito della sospensione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza al Policlinico universitario Paolo Giaccone di Palermo.

Sull’argomento interviene anche il deputato regionale Dem, Dario Safina: “Questa situazione è – afferma – la diretta conseguenza dell’inerzia della Regione, che non ha ancora emanato i decreti attuativi della legge regionale n. 23 del 2025. Se tali provvedimenti fossero già operativi, si sarebbe potuto evitare l’interruzione delle prestazioni ricorrendo tempestivamente alle convenzioni esterne. Torno a sollecitare – conclude – con forza l’assessore regionale alla Salute affinché intervenga immediatamente: non si può continuare a privare le donne siciliane di un diritto fondamentale, essenziale per la tutela della loro salute e garantito dalla legge”.

Un incontro urgente con l’assessore

La Cgil chiede, invece all’assessore regionale alla salute, Marcello Caruso, un “incontro urgente alla ricerca di soluzioni al problema”. “Si applichi -dicono Messina e Morana-la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale 23 del giugno 2025, impugnata dal governo. Viene purtroppo negata la possibilità di assumere medici non obiettori- rilevano- ma nel dispositivo si afferma anche che c’è l’obbligo di garantire immancabilmente il servizio”. Le due esponenti sindacali osservano che “al momento la Sicilia viola la Carta sociale europea”.