Il concorso per 11 consiglieri parlamentari da assumere all’Ars potrebbe trasformarsi in una beffa. Almeno questo è il timore che serpeggia fra gli esperti delle opposizioni alla palazzo dei Normanni dopo che il Presidente Miccichè ha nominato la Commissione esaminatrice che lui stesso presiederà

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Nel decreto di nomina, la presidenza del Parlamento siciliano potrebbe essere incorsa in un errore che rischierebbe di far dichiarare nullo il concorso non subito ma dopo il suo espletamento o rendere nulle le prove o la graduatoria. Naturalmente ciò potrebbe avvenire solo dietro presentazione di un ricorso ma è nelle cose che i candidati che non risultino vincitori cerchino appigli di ricorso e su tremila pretendenti per 11 posti certamente i ricorsi sono prevedibili.

A creare il ‘vulnus’ sarebbe proprio la scelta di Miccichè di nominare se stesso quale presidente della Commissione. Il regolamento dei concorsi dell’Assemblea regionale siciliana, infatti, è stato modificato rispetto al passato ed ora prevede una procedura leggermente diversa. Se prima era il presidente dell’Ars a presiedere d’ufficio la commissione, dal 2006 non è più così. Il Presidente dell’Ars resta presidente di diritto della Commissione dei concorsi alla carriere dei Consiglieri Parlamentari (come stabilisce il comma 2 del medesimo articolo) ma non della commissione esaminatrice dei concorsi per l’assunzione di nuovi consiglieri.

Il regolamento recita (art 3 comma 1 del regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana – Serie speciale Concorsi – n. 16 del 24 novembre 2006 ): ” La Commissione esaminatrice è nominata con decreto del Presidente dell’ARS ed è composta da due deputati con funzioni di Presidente e di Vice Presidente ovvero da un solo deputato e da tecnici esperti, non necessariamente docenti, nelle materie oggetto del concorso, anche interni all’Amministrazione. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento temporaneo di quest’ultimo”.

Dunque l’unico modo per avere il Presidente dell’Ars quale presidente della Commissione consiste in un decreto di auto nomina. Insomma Miccichè deve decretare che Miccichè è nominato presidente della Commissione. Una procedura anomala ancorché possibile. Ma proprio su questa procedura gli esperti dicono si annidi il rischio di ricorsi e dunque penda il rischio di nullità non essendo previsto in nessun ordinamento che l’autorità nominante possa auto nominarsi.

In realtà non è esplicitamente previsto neanche il contrario ma sul tema i giuristi sono discordi.

Su tutti interviene il segretario generale dell’Ars Fabrizio Scimè che, interpellato da BlogSicilia, spazza via i dubbi interpretativi a monte riferendosi proprio al regolamento dell’assemblea: “Il Presidente dell’Ars è presidente di diritto della commissione di concorso – dice Scimè a BlogSicilia – proprio in base al medesimo comma 2 dell’articolo 3 del regolamento. Cade in errore di interpreta diversamente. Non esistono, infatti, concorsi interni per la carriera dei consiglieri parlamentari dell’Ars dunque il riferimento è proprio a questa fattispecie concorsuale”.

L’errore interpretativo di chi solleva l’obiezione potrebbe essere dovuto all’evoluzione, nella storia siciliana, del regolamento concorsuale. Negli anni ’70, ’80 e inizio ’90, infatti, il presidente della Commissione era l’organo politico quindi il Presidente dell’Ars. Proprio negli anni ’90 il regolamento fu modificando sottraendo all’organo politico il ruolo di presidente della Commissione. In quegli anni l’osservazione sarebbe stata opportuna. Ma il regolamento del 2006 è tornato a porre in capo al presidente dell’Ars questo compito dandogli solo la possibilità, eventualmente, di delegare ad un deputato nominato Vice presidente di Commissione di fare le sue funzioni.

“La questione – aggiunge Scimè – è stata posta qualche anno fa non in questi termini ma sulla opportunità che a presiedere la Commissione fosse proprio l’organo politico ma un recente pronunciamento del Cga ha spazzato ogni dubbio considerando legittimo il regolamento siciliano”.

Per Scimè, quindi, non esiste alcun rischio di questa natura “E’ assolutamente escluso. Questo non significa che non arriveranno ricorsi di altro genere e natura. Ce lo aspettiamo. E’ fisiologico in un concorso con partecipazioni di queste dimensioni”. Di fatto, dunque, tutto sarà gestito per via ordinaria senza particolari allarmi o preoccupazioni