Fondi sottratti al bilancio del Cas, Il Consorzio Autostrade siciliane, attraverso esenzioni non dovute a mezzi e persone che transitavano lungo le autostrade Messina Palermo e Messina Catania senza pagare ma soprattutto attraverso incassi al casello mai registrati. Un danno economico per la società autostrade siciliane gestito attraverso un gruppo di dipendenti infedeli. E’ quanto hanno scoperto gli inquirenti al culmine di una lunga indagine fra i dipendenti del Cas, il Consorzio Autostrade siciliane. Un danno che è in fase di quantificazione.
Il Consorzio e la Regione siciliana parte lesa
In questa vicenda il Consorzio Autostrade siciliane così come la Regione siciliana sono parte lesa tanto che l’inchiesta è partita dall’interno dello stesso Consorzio quando dalla nuova gestione si sono resi conto che qualcosa non tornava nei conti del Consorzio stesso. Dopo una prima verifica interna le risultanza sono apparse anomale e l’amministrazione del Cas ha deciso di presentare un esposto.
La vicenda maturata negli uffici di Cefalù
La vicenda riguarderebbe soprattutto la gestione della Messina Palermo e sarebbe maturata negli uffici di Cefalù ma molto c’è ancora da comprendere. L’esposto, infatti, è stato presentato a Termini Imerese.
Al culmine di circa un anno di indagine, ieri sera, su richiesta della procura termitana sono stati notificati dalla polizia giudiziaria i provvedimenti cautelari a carico di cinque dipendenti del settore esazione del Consorzio.
L’inchiesta trae origine da una denuncia presentata nel 2025 dai vertici del Consorzio, d’intesa con l’Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, dopo l’emersione di presunti ammanchi che avrebbero arrecato gravi danni ai bilanci dell’Ente.
Gli accertamenti condotti dagli investigatori avrebbero consentito di ricostruire il quadro dei fatti oggetto dell’indagine, culminata nell’esecuzione delle misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria.
Aricò, vicenda partita da indagine interna al Consorzio
“L’inchiesta avviata dalla Procura di Termini Imerese sugli ammanchi al Cas è scaturita dalle verifiche interne partite già 18 mesi fa, con il coordinamento dell’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità. Sono stati fatti gli opportuni e necessari controlli sul numero di transiti ai caselli autostradali, dei pedaggi e degli incassi, e gli esiti dei controlli sono sfociati in un esposto all’autorità giudiziaria, che sta dando adesso i primi risultati.
Prendiamo atto con dispiacere del presunto coinvolgimento di dipendenti del Consorzio e restiamo in attesa dello sviluppo delle indagini, ribadendo la piena fiducia nel lavoro della magistratura e attendiamo che siano acclarate tutte le responsabilità. Continuiamo a mantenere alta la vigilanza non soltanto per scongiurare il ripetersi di tali episodi, ma anche per garantire in pieno trasparenza e correttezza dei conti e per tutelare l’interesse pubblico del corretto funzionamento di un ente che fa capo alla Regione Siciliana” ha commentato l’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò.






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