Un’altra vittima sul lavoro nel palermitano. E’ la terza in pochi giorni. Giuseppe Ciziceno, 54 anni, di San Giuseppe Jato (Pa) è morto schiacciato tra la motrice e lo scarrabile presso il deposito mezzi della ditta Fratelli Mirto srl che si occupa dei servizi della raccolta rifiuti.

Sono intervenuti i carabinieri, i sanitari del 118 che hanno accertato la morte, gli uomini dell’ispettorato del lavoro e il medico legale.

Nei giorni scorsi sono morti due operai, uno a Corleone e un altro a Carini.

Ieri sono stati celebrati nella chiesa Madre di Balestrate, i funerali di Francesco Paolo Agrusa, l’operaio di 26 anni morto venerdì scorso a Corleone mentre stava lavorando su un traliccio della bassa tensione. Agrusa è stato colpito da un attrezzo caduto giù da un’impalcatura su un palo che lui e i suoi colleghi avrebbero smontato di lì a poco

Presenti alla cerimonia anche i rappresentanti della Cgil e della Filctem Cgil, con un gruppo di lavoratori di Enel.

“Abbiamo sentito il dovere di essere presenti – dichiarano Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo e Gabriella Messina, segretario generale Filctem Cgil Palermo – per manifestare la nostra solidarietà e il nostro cordoglio alla famiglia e per rivendicare quella che continuerà sempre più a essere la nostra priorità ovvero l’azione di contrasto alla mancanza di controlli adeguati.

La lotta per affermare condizioni di sicurezza sul lavoro deve sempre più essere intensificata e i controlli estesi da parte di tutti gli organi competenti affinché non si ripetano più episodi di questo genere. Non si può morire sul lavoro. Anche negli appalti, i committenti hanno il dovere di controllare ed estendere gli stessi standard di sicurezza alle ditte subappaltatrici”.

Lo stesso giorno era morto anche Nicola Vitto, 48 anni, l’operaio della Dolce Carollo, vittima di un incidente sul lavoro, venerdì, a Carini.

I titolari dell’azienda dolciaria, Massimo e Vincenzo Carollo, padre e figlio sono indagati: rispondono di omicidio colposo e, come classico atto dovuto, in questa fase, hanno ricevuto l’avviso di garanzia per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo del dipendente, deceduto dopo essere caduto da un mezzo meccanico con cui stava lavorando all’interno della cella frigorifera.

I familiari di Vitto si sono affidati agli avvocati Marzia Fragalà, Giuliana Rodi e Bianca Savona, mentre i Carollo sono assistiti dagli avvocati Ninni e Giuseppe Reina.

L’accertamento sul corpo della vittima, ordinato dal pm Federica La Chioma, è stato eseguito ieri pomeriggio dal medico legale Antonella Argo, con i consulenti della difesa, Nunzia Albano, e Pasquale Petruzzo per le “persone offese”.

“Ho convocato per lunedì prossimo il Comitato per esaminare la situazione che sta diventando drammatica”, lo dichiara Michelangelo Ingrassia, Presidente del Comitato Consultivo Provinciale dell’Inail di Palermo, dopo l’ennesimo infortunio mortale accaduto oggi a San Giuseppe Jato.

“Secondo fonti Anmil”, continua Ingrassia, “erano già tre i caduti sul lavoro a Palermo; con l’operaio deceduto oggi, siamo a quattro, di cui tre morti per schiacciamento”. Lo scorso anno, nel bimestre gennaio-febbraio, i dati Inail rilevavano nel territorio palermitano un solo caduto. “Dietro i numeri, però, ci sono storie di uomini e donne, di famiglie spezzate, fonti di sostentamento esaurite; e sono storie che meritano rispetto e risposte”, dichiara Ingrassia, che aggiunge: “l’emergenza è nazionale, ormai siamo al lavoricidio. Abbiamo lavorato sul fronte culturale e continueremo a farlo; ma penso sia necessario adesso intervenire sul versante politico della questione. In questo senso intendo veicolare dentro il circuito istituzionale tutte quelle proposte elaborate e presentate nel tempo dalle forze sociali ma non recepite dalle istituzioni, a cominciare dalle proposte contenute nel Protocollo d’Intesa siglato da Confindustria e dalle Organizzazioni Sindacali lo scorso dicembre; proposte concrete che riguardano il ruolo dell’Inail, l’applicazione del Testo Unico sulla Sicurezza, la gestione dei flussi finanziari dell’Istituto. Bisogna, inoltre, fare in modo che i lavoratori e i datori di lavoro non si sentano soli. Non è più tollerabile, per esempio, che nel territorio metropolitano di Palermo operino due sole sedi Inail ed entrambe nel capoluogo. Gli infortuni mortali sono accaduti tutti in provincia ed è qui che bisogna portare l’Inail. Anche così si fa prevenzione”.

“Un altro lavoratore ha perso la vita oggi, non è accettabile, la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono condizioni essenziali e irrinunciabili”. Cosi Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani e Dionisio Giordano segretario generale Fit Cisl Sicilia commentano l’ennesimo incidente sul lavoro in cui ha perso la vita Giuseppe Ciziceno, 54 anni, di San Giuseppe Jato mentre si trovava nel deposito mezzi della ditta Fratelli Mirto srl, che si occupa dei servizi di raccolta rifiuti in alcuni comuni del palermitano.

“Siamo vicini ai familiari e ai colleghi dell’operaio. Le indagini chiariranno meglio la dinamica. Bisogna alzare il livello di guardia, aumentare la prevenzione e quindi i controlli e rendere i luoghi di lavoro sempre più sicuri. Si tratta della terza vittima in una settimana nella provincia di Palermo, è davvero troppo”.  Il segretario generale Fit Cisl Sicilia Giordano, aggiunge: “Negli ultmi anni nel settore rifiuti abbiamo assistito alla comparsa di due fenomeni, da un lato gare con importi a base d’asta fuori mercato che comportano la partecipazione di ditte improvvisate, e dall’altro l’aggiudicazione di gare per il servizio di raccolta con ribassi decisamente anomali ad aziende che spesso non pagano le retribuzioni e figuriamoci i costi per la sicurezza e la tutela dei lavoratori”. Secondo il segretario generale Cisl Palermo Trapani La Piana, “a questo punto appare necessario  attivare il tavolo in Prefettura per discutere di azioni concrete che vadano nella direzione del rispetto della dignità del lavoro, della tutela e della prevenzione e della legalità”.