La mafia torna a sparare e a cercare di imporre il pizzo. Questo è il momento di cercare unità di intenti nell’antimafia e resistere alla recrudescenza. E’ la sostanza del messaggio del Presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci

“Il 23 maggio è la giornata in cui tanti ragazzi, ragazze e cittadini rinnovano il loro impegno civile e ricordano cosa è successo 34 anni fa, ma abbiamo il dovere di trasmettere un messaggio di unità del fronte antimafia, specialmente in giornate di ricordo come questa, perché oggi la mafia torna a rialzare la testa, come se avesse lanciato una sfida: spara nei nostri quartieri, intimidisce imprenditori e lo fa con spavalderia, senza nascondersi. Non possiamo sottovalutare quello che sta avvenendo a Palermo e in giro per la Sicilia, abbiamo il dovere di tenere alta la vigilanza e chiamare tutte le istituzioni a fare fino in fondo il proprio dovere. Di fronte alla violenza di chi vuole riportarci a quel passato plumbeo dobbiamo isolare vecchi e nuovi boss in ascesa e restare uniti” ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Il ricordo del componente dell’Antimafia Marco Intravaia

“Sono trascorsi 34 anni dall’eccidio in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Veri servitori dello Stato ed esempio civico per le nuove generazioni. Falcone resta un modello indelebile per tutti coloro che combattono ogni forma di criminalità organizzata, non soltanto in Sicilia.

Le sue parole “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” sono scolpite nella coscienza civica di tutti i siciliani onesti e sono un monito per le nuove generazioni. Dopo le stragi del 1992, lo Stato ha reagito contrastando con determinazione il fenomeno mafioso, ma i continui fatti di cronaca ci dimostrano che la mafia non ha ancora piegato del tutto la testa. Per questo motivo la guardia deve restare alta e ognuno di noi deve dare il proprio contributo quotidiano nella lotta per la legalità” ha detto, invece, il deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia.