Con 22°C registrati nella Capitale e 12°C a Cortina d’Ampezzo, la fine di febbraio assume i tratti di un anticipo primaverile di almeno due mesi. Le temperature superano fino a 10°C le medie stagionali e modificano abitudini quotidiane, dall’abbigliamento agli spostamenti. La fase stabile è destinata a proseguire nel fine settimana e, secondo le proiezioni attuali, potrebbe subire un primo tentativo di cambiamento solo attorno al 7 marzo al Sud.

“Più che trovarci alla fine dell’inverno, stiamo vivendo un mese che potremmo tranquillamente ribattezzare febbraprile” osserva Lorenzo Tedici, meteorologo di ILMeteo.it. “L’anticiclone africano è davvero prepotente e blocca qualsiasi perturbazione. Laddove non ci sono nebbie o nubi basse a limitare il soleggiamento, le temperature si spingono fino a 10°C oltre la media del periodo. È una bolla calda che non riguarda solo l’Italia: si registrano anomalie clamorose, fino a +15°C, tra Germania e Polonia, mentre il maltempo e le nevicate sono confinati all’estremo nord, tra Islanda, Isole Britanniche e Norvegia.”.

Come funziona la “bolla calda” e perché blocca le perturbazioni

L’alta pressione di matrice africana si estende su gran parte dell’Europa centro-meridionale, creando una struttura atmosferica stabile che ostacola l’ingresso delle perturbazioni atlantiche. L’aria più mite in quota favorisce cieli sereni in molte aree e un riscaldamento marcato durante le ore centrali della giornata.

Il fenomeno non riguarda solo l’Italia. Tra Germania e Polonia si segnalano anomalie fino a +15°C rispetto ai valori tipici di fine inverno. Le correnti instabili e le nevicate restano invece relegate all’estremo nord del continente, tra Islanda, Isole Britanniche e Norvegia.

Il fine settimana si preannuncia stabile quasi ovunque in Italia, con condizioni che richiamano l’inizio della primavera. Mari generalmente calmi e ventilazione debole accompagneranno temperature sopra la norma, soprattutto in montagna.

Cosa cambia al Nord-Ovest tra domenica e lunedì

Il transito di deboli piogge rappresenta l’unica variazione in una fase dominata dall’anticiclone. Le precipitazioni avranno un effetto temporaneo sulla qualità dell’aria, in particolare nella Val Padana, dove le nebbie persistenti e l’accumulo di inquinanti caratterizzano questi giorni di stabilità atmosferica.

L’episodio piovoso contribuirà a ridurre le foschie e a migliorare per alcuni giorni la ventilazione nei bassi strati. Dal punto di vista termico, non sono previsti cali sensibili.

Già da martedì l’alta pressione tornerà a consolidarsi anche sulle regioni settentrionali. La tendenza indica una nuova fase di tempo stabile diffuso, con nubi basse lungo le coste del Centro-Nord, ritorno delle nebbie in pianura, sole e temperature anomale in montagna.

Primavera anticipata e rischio gelate tardive

La vegetazione inizia a mostrare i primi segnali di risveglio. Le temperature elevate favoriscono la fioritura precoce in diverse aree. Resta però un elemento di attenzione per le settimane successive.

Negli ultimi anni si sono verificati episodi di gelate tardive dalla metà di marzo in poi, capaci di danneggiare coltivazioni e alberi da frutto già in fase avanzata di sviluppo. Al momento le proiezioni non indicano irruzioni fredde imminenti, ma la variabilità primaverile impone cautela nelle valutazioni a medio termine.

La data da monitorare: possibile ciclone dal 7 marzo

Un primo tentativo di modifica del quadro stabile potrebbe presentarsi attorno al 7 marzo, in particolare al Sud. Le simulazioni indicano la possibile risalita di un ciclone dalla Tunisia verso il Mediterraneo centrale.

Secondo le proiezioni attuali, il vortice rischia di essere rapidamente assorbito e indebolito dall’ampio campo anticiclonico presente sull’Europa meridionale. L’evoluzione resta soggetta a aggiornamenti nei prossimi giorni.

FAQ

Perché fa così caldo a fine febbraio?
La presenza di un anticiclone africano blocca le perturbazioni e favorisce un aumento delle temperature fino a 10°C oltre la media.

Le piogge al Nord-Ovest cambieranno la situazione?
Si tratterà di precipitazioni deboli e temporanee, senza effetti rilevanti sulle temperature.

C’è rischio di ritorno del freddo?
Al momento non sono previste irruzioni fredde significative, ma marzo può riservare gelate tardive.

Il ciclone del 7 marzo porterà maltempo diffuso?
Le proiezioni indicano un possibile coinvolgimento del Sud, ma il sistema potrebbe essere rapidamente indebolito dall’alta pressione.