Via libera alla quote rosa negli Enti locali in Sicilia, ok anche alla nuova forma di permessi sul lavoro per i consiglieri comunali e aumenti degli stipendi per i sindaci, gli assessori e i presidenti dei consigli comunali negli enti fino a diecimila abitanti. Aumenti dimezzati per i comuni fino a cinquemila .

Dopo un pomeriggio di tensione ed il caos esploso proprio sugli aumenti di stipendi per gli assessori delle giunta comunali, e dopo il ricorso al voto segreto per votare alcuni emendamenti, il Parlamento trova una difficile quadra ed approva quasi tutti i nodi centrali di una riforma che, però, non potrà entrare in vigore nella tornata della prossima primavera. Oggi, infatti, si torna in aula nel pomeriggio per proseguire la discussione e giungere al voto finale e i tempi sembrano non esserci più per l’entrata in vigore della nuova norma nel 2026.

Via libera alle quote di genere, almeno 4 donne su dieci nelle giunte comunali

La grande battaglia era quella delle quote di genere. L’articolo 8, così come è stato approvato, allinea la Sicilia al resto d’Italia. Nelle giunta comunali almeno il 40% dovrà essere composto da donne.

Soddisfatto il fronte trasversale delle deputate regionali, 15 in tutto e appartenenti a tutti i partiti: “Finalmente la Sicilia si adegua ad una norma nazionale che prevede la presenza di genere nelle giunte comunali con la soglia pari al 40% per ciascun sesso rappresentato. È una battaglia vinta dalle donne che potranno partecipare alla vita politica ed amministrativa con ruoli nei governi municipali. Abbiamo spinto molto, come donne parlamentari, al di là degli schieramenti politici, affinché si arrivasse a questo risultato ed oggi l’Ars ha dato il via libera definitivo. È stato anche un tema su cui ci si è confrontati come fosse una questione di civiltà ed unite abbiamo spinto per arrivare al voto odierno. Dispiace che l’applicazione sia rimandata al rinnovo degli organi comunali con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Ma già con le amministrative di primavere l’obbligo sarà effettivo” affermano dopo il voto tutte le deputate dell’Assemblea regionale siciliana, Bernardette Grasso, Margherita La Rocca, Luisa Lantieri, Elvira Amata, Giusy Savarino, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, Josè Marano, Nunzia Albano, Serafina Marchetta e Marianna Caronia.

Le opposizioni si attribuiscono il merito

“Una norma di dignità, un impegno portato avanti dal gruppo Pd fin dall’inizio grazie al quale, finalmente, la Sicilia si allinea al resto d’Italia nella composizione delle giunte comunali”. Lo dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars sull’approvazione dell’articolo 8 del ddl sugli enti locali, che introduce la soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali.

“Una norma di civiltà e buon senso che ci rimette al passo con il resto d’Italia. Una nutrita rappresentanza femminile nelle giunte era doverosa e il fatto che siamo stati costretti a dover fare una legge che obbligasse i sindaci a nominare il 40 per cento delle donne in giunta è veramente triste. Il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto per tagliare questo traguardo e ha sempre dato grande spazio alle donne, come testimoniano le colleghe che lavorano a fianco a noi a tutti i livelli istituzionali. Fosse stato per noi avremmo portato addirittura al 50 per cento la rappresentanza femminile nelle giunte dei Comuni e, in tal senso, avevamo presentato pure un emendamento” per il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Antonio De Luca.

Plauso alla norma anche da maggioranza e gruppo misto

“Sono sempre stato un convinto sostenitore dei diritti e considero questa una delle battaglie più significative dell’ultimo secolo. L’esito del voto dimostra che non si trattava affatto di un passaggio scontato: in Aula vi erano resistenze trasversali, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Eppure, alla fine, ha prevalso il buon senso e la norma è stata approvata” dice Gianfranco Miccichè.

“Sono molto soddisfatto di questo risultato – aggiunge – e orgoglioso che insieme ai miei colleghi di Grande Sicilia, abbiamo contribuito a raggiungere un traguardo così rilevante per la Sicilia e per le sue istituzioni” .

“Desidero rivolgere un plauso a tutte le donne dell’Assemblea Regionale Siciliana, che ogni giorno portano avanti il loro impegno con competenza e determinazione – conclude Miccichè. Un ringraziamento particolare va all’on. Marianna Caronia, che anche oggi in Aula si è battuta con tenacia e caparbietà per questa norma, contribuendo alla sua approvazione”.

Il gruppo parlamentare Grande Sicilia-Mpa all’Assemblea Regionale Siciliana esprime piena soddisfazione per l’approvazione dell’articolo 8: “È un risultato atteso e un segnale politico chiaro. Una scelta di civiltà istituzionale che rafforza la qualità della democrazia locale e rende più equilibrati i processi decisionali nei Comuni siciliani”.

“Con questa norma la Sicilia compie un passo in avanti concreto, superando ritardi storici e affermando un principio di pari opportunità che non può restare solo enunciato”.

“Si tratta – dicono i parlamentari – di una battaglia storica del Movimento per l’Autonomia, portata avanti con coerenza nel tempo e fortemente voluta dal suo fondatore, Raffaele Lombardo, che da sempre ha indicato nella piena valorizzazione delle competenze femminili un elemento essenziale per il buon governo delle istituzioni”.

“Il gruppo Grande Sicilia-Mpa rivendica con orgoglio il contributo determinante dato a questo risultato, frutto di una visione politica che mette al centro merito, inclusione e responsabilità. Non una concessione formale, ma una riforma sostanziale che incide sulla struttura stessa delle amministrazioni locali”.

Giornata storica per le donne

“Oggi è una giornata storica per la Sicilia e la democrazia: con l’approvazione della norma che garantisce il 40% di presenza femminile nelle giunte comunali, compiamo un vero salto di qualità nella rappresentanza e nella partecipazione” afferma Marianna Caronia, commentando con soddisfazione il via libera al provvedimento. “E’ stata una mia battaglia fin dal primo momento. Dopo due anni e un iter molto travagliato, hanno vinto non solo le donne ma tutti i cittadini, perché istituzioni più inclusive sono più forti, più giuste e capaci di rispondere ai bisogni dei territori. Finalmente si riconosce, in modo concreto, il valore, la competenza e il ruolo fondamentale delle donne nella vita pubblica”.

“Non parliamo solo di percentuali – prosegue Caronia – ma di una nuova cultura politica, fondata sul rispetto, sull’equilibrio e sulla valorizzazione dei talenti. Continuerò a impegnarmi con determinazione – conclude – perché questo traguardo sia solo l’inizio di un percorso ancora più ambizioso verso una reale parità e una partecipazione sempre più ampia delle donne nelle istituzioni”.

“Ora nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti, nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento. Un passo importante, atteso da troppo tempo, che abbiamo compiuto coinvolgendo tutti i gruppi parlamentari” sostiene Ersilia Saverino, deputata del Pd all’Ars, dopo il voto in Aula.

“Col recepimento della norma nazionale la Sicilia si allinea al resto del Paese e ai principi costituzionali ed europei in materia di parità di genere. Continueremo a tenere alta la guardia – conclude – affinché questo principio non resti solo sulla carta, ma venga applicato concretamente in tutti i Comuni”.

Oltre agli aumenti di stipendio e alle quote rosa è stata approvato anche l’articolo che prevede l’obbligo di permesso politico che il datore di lavoro dovrà rilasciare  al consigliere comunale per l’intera giornata a fronte di ogni convocazione di consiglio o commissione. La discussione sulla riforma degli Enti Locali riprende oggi pomeriggio a sala d’Ercole