A capo di una delle organizzazioni, secondo le indagini degli agenti della squadra mobile e dei carabinieri del Ros, c’è Gabriele Pedalino, figlio di Francesco e nipote dello storico uomo d’onore Salvatore Profeta. Pedalino è stato condannato in via definitiva quale esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Sciacchitano, detto Mirko, commesso a Palermo il 3 ottobre 2015. Un delitto voluto da cosa nostra.

E’ stato inoltre condannato, con sentenza definitiva per associazione mafiosa per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Lo scorso 11 febbraio del 2025 lo stesso Pedalino è stato sottoposto a custodia cautelare per associazione mafiosa mentre si trovava in carcere.

Dalla cella grazie a telefonini introdotti nell’istituto penitenziario impartiva ordini ad Antonino La Mattina, Mario Mirko Brancato, Vincenzo Toscano, Giuseppe Orlando e Giuseppe Foti, per la gestione dei traffici, della cassa comune, della rivendita di droga. Anche La Mattina e Brancato sono stati arrestati l’11 febbraio 2025 sempre nella stessa ordinanza accusati di far parte del mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù e sono tuttora detenuti. L’organizzazione importava svariati quantitativi di cocaina consegnandola poi a più soggetti, fra cui gli odierni indagati Francesco D’Amore, Giorgio Sangiorgio e Francesco Walter Reitano che la rivendevano al dettaglio sulla “piazza” palermitana.
Per cercare di sfuggire alle intercettazioni Gabriele Pedalino dal carcere impartiva gli ordini attraverso l’utilizzo dell’app Signal nella quale aveva costituito una chat “i fuorilegge”.

In via Oreto il quartier generale dell’organizzazione e l’App Signal

Il quartier generale è stato individuato in un cortile in via Oreto e in un bar nella stessa via. I componenti dell’organizzazione si vedevano anche in alcune zona sempre nel mandamento di Santa Maria di Gesù. Secondo le indagini della squadra mobile e del Ros il gruppo dedito alla vendita e allo spaccio godeva dell’appoggio di cosa nostra non solo perché facevano parte tutto dello storico mandamento di Santa Maria di Gesù ma perché come risultava da una conversazione intercettata il 20 settembre del 2023, “l’attaccante”, appellativo di Guglielmo Rubino aveva avuto “lo star bene che può fornire tutta Palermo”. Guglielmo Rubino già condannato per mafia in via definitiva è stato sottoposto a custodia cautelare nel 2023 accusato di far parte della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Attraverso l’app Signal Pedalino parlava con La Mattina e avrebbe concordato quantitativo e prezzi della droga.