In un tempo segnato da crisi istituzionale, sfiducia e astensionismo, a Palermo si prova a ricostruire dal basso il senso della democrazia e dell’impegno collettivo. L’Associazione Elettori per la partecipazione democratica ha convocato una assemblea pubblica, domani, sabato 17 gennaio 2026, alle ore 9.30, presso Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria.

Un incontro aperto a tutti i cittadini e alle forze sociali, economiche e culturali della città, per avviare una riflessione comune sul futuro della politica, del territorio e della partecipazione civica. “Voler bene alla democrazia non significa solo indignarsi, ma partecipare”, scrivono i promotori. “Non possiamo tirarci indietro”.

Un’associazione indipendente per ricostruire spazi democratici

L’Associazione Elettori per la partecipazione democratica è una libera aggregazione di uomini e donne non legata ai partiti, ma non in contrapposizione ad essi. Il suo obiettivo è creare uno spazio civico di confronto, impegno e crescita culturale, ispirato ai valori della democrazia e dell’antifascismo.

Nel tempo, l’associazione si è già espressa con forza su alcuni temi centrali, contestando la riduzione del numero dei parlamentari; proponendo una riforma del Comune basata sul decentramento municipale; difendendo il diritto degli elettori a scegliere i rappresentanti tramite preferenze e promuovendo una revisione dello Statuto siciliano, per una vera autonomia moderna ed efficiente.

Oggi, però, scrivono: “Più che mai avvertiamo l’esigenza di riprendere l’iniziativa politica e culturale” di fronte alle tensioni internazionali, ai conflitti nel Mediterraneo, e alla paralisi della politica regionale.

Palermo ferita dalla violenza e dalla sfiducia

Al centro del documento diffuso dall’associazione c’è una denuncia chiara: “Viviamo anche nella nostra Palermo una realtà in cui è tornata a prevalere la cultura della violenza – basti pensare all’ultimo agghiacciante omicidio del giovane Paolo Taormina – che certamente fa fare un passo indietro rispetto alla pratica della cittadinanza”.

La cultura democratica arretra sotto il peso di crimini efferati, rassegnazione e disillusione. L’ombra della criminalità organizzata continua a pesare sul tessuto urbano, mentre si diffonde un sentimento di sfiducia nelle istituzioni.

L’associazione avverte il rischio che questa sfiducia si trasformi in terreno fertile per qualunquismo, sovranismo e autoritarismo. “Riteniamo urgente un’azione di risveglio e d’impegno civile, perché non prevalgano sfiducia e rassegnazione”, si legge nella lettera aperta, che accompagna la convocazione.

Alla base della crisi democratica c’è anche l’astensionismo, come dimostrano i dati delle ultime elezioni regionali. Solo una parte minoritaria degli elettori si reca alle urne, confermando un distacco crescente tra cittadini e istituzioni.

Un incontro aperto a tutti i cittadini

L’assemblea cittadina del 17 gennaio 2026, in programma alle ore 9.30 presso Palazzo Bonocore, rappresenta un’occasione concreta per rimettere in moto una politica fondata su legalità, inclusione e responsabilità collettiva.

Interverranno:

  • Tonino Frisina per i saluti istituzionali;
  • Elio Sanfilippo e Roberto Tagliavia con gli interventi introduttivi;
  • Coordinamento a cura di Massimo Accolla.

L’invito è rivolto a cittadini, associazioni, realtà culturali e sociali, rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico. Un’occasione per costruire “una comune ipotesi di lavoro”, come dichiarano i promotori, da sottoporre successivamente alla cittadinanza.

“Serve che i soggetti più attivi raccordino i propri progetti per una città giusta, efficiente e accogliente e una Regione in grado di assicurare politiche di sviluppo funzionali alla popolazione e non ai gruppi parassitari e malavitosi”.

Tra i riferimenti più significativi della nota dell’Associazione Elettori per la partecipazione democratica c’è anche l’intervento dell’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che ha recentemente dichiarato: “Non si tratta solamente di presidiare e mettere a soqquadro i quartieri a rischio o i luoghi della movida, bensì di essere presenti tutti e insieme, a cominciare dalle istituzioni civili, militari, scolastiche, religiose, con una ‘politica’ della cura dei cittadini più fragili”.

Un richiamo forte alla responsabilità collettiva, che l’associazione fa proprio: “Abbiamo bisogno di rivedere le nostre politiche sociali, urbanistiche, di sviluppo culturale ed economico”.

Il timore espresso è che anche le migliori proposte restino chiuse “nei circoli di partito, nelle sedi sindacali o nei comitati elettorali”, senza mai trasformarsi in azioni concrete sul territorio.

Da qui l’urgenza di aggiornare strumenti istituzionali e amministrativi per rispondere alla crisi di sistema che colpisce la Sicilia.