Intere città in Sicilia rischiano di restare senza trasporto urbano

La crisi infinita dell’Ast, arrivano nuovi tagli alle corse degli autobus

L’Ast preannuncia nuovi tagli. Dopo Siracusa, altre città più o meno grandi si vedranno senza più il trasporto pubblico urbano o comunque senza alcune linee. Una necessità per l’azienda trasporti siciliana, società partecipata della Regione, che è da tempo immemorabili in crisi di liquidità. Dalla Regione si attendono da tempo dei segnali per capire se ci sarà un’iniezione di liquidità. Ma ancora regna il silenzio e nel frattempo i vertici devono prendere delle contromisure.

La lettera

Ci sarebbe una lettera che il presidente dell’Ast, Santo Castiglione, avrebbe inviato al governo regionale per preannunciare questi tagli. Per essere più precisi è stata indirizzata all’assessorato regionale alle Infrastrutture. Si fa sapere che il Cda, il consiglio di amministrazione, ha deliberato alcuni tagli consistenti in diverse città per via della carenza di fondi. In tutto sarebbero 14 i comuni interessati: Siracusa, Ragusa, Acireale, Augusta, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Caltagirone, Chiaramonte Gulfi, Carlentini, Gela, Lentini, Modica, Paternò e Scicli. Le scelte sarebbero state dettate dal fatto che ci sono pochi incassi. Insomma, servizio poco utilizzato.

Il dibattito nel Siracusano

Il caso Ast, con la decisione dell’azienda di revocare, a partire dall’1 marzo, il servizio di trasporto nei Comuni del Siracusano, ha già da qualche giorno scatenato il dibattito in questo territorio. In questi giorni il presidente della Commissione Mobilità, il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Carta, ha annunciato che la vicenda potrebbe rientrare. L’Ast si sarebbe dichiarata disponibile a fare marcia indietro ma il fronte del centrosinistra di Siracusa, composto mostra perplessità ma soprattutto ritiene che se fossero mantenuti gli attuali percorsi non vi sarebbe alcun passo in avanti.

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Si era parlato di un possibile accordo che preveda il contributo di Comune di Siracusa e Regione per il sostegno economico e la prosecuzione di un servizio essenziale. Cosa che sarebbe auspicabile ma solo a condizione,. ha detto la politica, di ridiscutere l’intero sistema oggi in vigore, a partire dalla rimodulazione dei percorsi. Ottimizzando quindi distanze, tempi di percorrenza e risorse, per un servizio a km che con le originarie 29 linee Ast costerebbe oggi oltre 4 milioni di euro l’anno.

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