Gli studenti dell’Università di Palermo, che di tasse ne pagano già abbastanza, non sanno ancora se per accedere alla cittadella universitaria, dotati di auto o moto, dovranno sborsare altro denaro.

Il riferimento è alla vicenda dei tanto contestati parcheggi a pagamento all’interno del campus. Un progetto di cui si parla dal 2009, contro il quale gli studenti protestano da sempre e che potrebbe vedere la luce a breve.
Dopo una interruzione di parecchi mesi, i lavori dentro l’Università sono ricominciati in questi giorni, con l’installazione dei sistemi di controllo degli accessi al campus.

Nei giorni scorsi le associazioni Intesa Universitaria, RUM, UDU e Uni%cento per dire ‘no’ al parcheggio a pagamento all’Università degli Studi di Palermo hanno realizzato un video satirico pubblicato sulla pagina facebook NO Uniparking.

Qualche novità potrebbe arrivare nelle prossime ore. Questa mattina infatti, si è svolta una interrogazione al Senato Accademico nel corso delle quale i rappresentanti degli studenti Tommaso Mancuso ed Elena Lentini hanno chiesto chiarimenti. Il tavolo di interrogazione verrà prolungato anche nel pomeriggio in occasione del Consiglio di Amministrazione.

Il dubbio che sorge a molti è che sia ancora valida, a distanza di quasi 7 anni dalla stipula (era il 6 agosto del 2009), la convenzione tra Università e l’Ati (l’associazione temporanea di imprese) che sta realizzando i parcheggi.

I chiarimenti chiesti da Mancuso e Lentini riguardano dunque le tempistiche di avvio del servizio, la conferma della validità della convenzione, la copertura dei pannelli informativi fino all’avvio del servizio stesso. Hanno chiesto inoltre, nel caso in cui si ravvisasse la necessità di rimodulare la convenzione, l’istituzione di un tavolo di valutazione che coinvolga anche gli studenti.

Scrivono Lentini e Mancuso nella interrogazione: “Ci preme rappresentare il sentimento di contrarietà diffuso che emerge, da parte nostra e della popolazione studentesca che rappresentiamo, nei confronti di un servizio di cui scarsamente si avverte l’esigenza e che non sembra comunque in alcun modo potere dare beneficio alla vivibilità del nostro campus, almeno, di certo, nei caratteri attualmente previsti dalla convenzione. L’esigenza sarebbe piuttosto quella di andare in una direzione di zone di pedonalizzazione della cittadella universitaria il cui transito, oltre che ai pedoni, dovrebbe essere concesso solo a mezzi di servizio (trasporto disabili, scarico e carico merci) e ad un servizio di navetta a disposizione di studenti, docenti e personale tecnico”.

La risposta del Rettore è stata immediata: Fabrizio Micari ha già fatto sapere che è in atto la rinegoziazione, tramite il dottor Schilleci, dirigente dell’area Appalti, dei servizi previsti sia all’interno, che all’esterno del campus, quali navetta, car sharing e bike sharing.

La situazione è tutt’ora in evoluzione.

 

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