“Il permanere della vertenza degli autotrasportatori per il caro carburanti rischia di appesantire, ancora di più, una situazione economica già difficile nelle regioni meridionali. Situazione che si sta aggravando anche a causa del conflitto in Ucraina, ma che coinvolge tutte le nazioni europee e quindi anche noi”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Servono interventi urgenti da Roma

“Per questo motivo – aggiunge – dopo avere sentito il collega governatore della Puglia Michele Emiliano, abbiamo concordato con il presidente della Conferenza della Regioni, Massimiliano Fedriga, di intervenire sul governo nazionale: servono provvedimenti urgenti e risolutivi“.

Caro carburante: rischio blocchi approvvigionamenti

“La situazione che si sta determinando a seguito dell’aumento delle tariffe dell’energia elettrica e del rincaro dei carburanti sta diventando preoccupante anche in relazione alle proteste degli autotrasportatori”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga.

C’è il rischio di possibili blocchi di approvvigionamento e di circolazione delle merci, in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questo motivo – conclude Fedriga – chiediamo che il Governo attivi al più presto su questi temi un tavolo di confronto con le Regioni coinvolte”.

Le associazioni agricole, “blocchi creano danni”

“Siamo di fronte ad un blocco degli autotrasporti che sta danneggiando in modo consistente l’agrumicoltura e tutta l’economia agricola siciliana e non riceviamo alcuna risposta dalle istituzioni, alle quali abbiamo già chiesto una mediazione che risolva immediatamente il problema. Per questo motivo domani dalle 10, in contemporanea con la riunione convocata dal prefetto a Catania, una rappresentanza della nostra categoria terrà un presidio davanti alla Prefettura in attesa di conoscere quali soluzioni si prospettano per non affossare definitivamente un comparto già alle prese con aumenti vertiginosi dei costi di energia e imballaggi”. Così i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, Cia, Confagricoltura e Fruitimprese Sicilia.

“Abbiamo convocato gli imprenditori agricoli a presidiare davanti alla Prefettura per stigmatizzare, in sede istituzionale e non ai caselli delle autostrade, la situazione paradossale che si è venuta a creare”, aggiungono i rappresentanti del mondo imprenditoriale agricolo.
“Il blocco indiscriminato delle merci non ci consente di competere con i nostri agguerriti concorrenti europei, le produzioni, frutto del nostro lavoro, stanno marcendo sui Tir e nelle campagne la raccolta di arance, orticole e di altri prodotti agricoli ad alta deperibilità è ferma così come è fermo il settore lattiero caseario – denunciano – Non c’è da perdere un solo attimo in più se non si vuole vanificare il lavoro di una stagione intera.

Vedere il rimpallo di responsabilità tra governo regionale e governo nazionale e il balletto di vertici, riunioni e visite ai caselli della nostra classe politica ci fa rabbia tanto quanto vedere cadere le arance dalle piante senza che si riesca a farle arrivare ai canali di distribuzione dalle quali arriva grande richiesta. Chi non sta lavorando adeguatamente e tempestivamente alla risoluzione di questa assurda situazione ne dovrà rendere conto al tessuto imprenditoriale e a migliaia di lavoratori del settore che da qui a poco saranno disoccupati. I dati delle perdite causate dal blocco sono allarmanti così come allarmante e fuori controllo è l’aumento dei costi. Ci attendiamo lo sblocco immediato dei trasporti e non altre parole che a nulla servono”.

Confcooperative Ragusa, danni incalcolabili

“Siamo arrabbiati. Perché questi giorni di protesta e di conseguente mancata nostra presenza sui mercati hanno avvantaggiato gli altri competitors, soprattutto di Spagna e Marocco, che hanno proseguito regolarmente la loro attività”. Lo dice Nuccia Alboni, titolare di una cooperativa agricola che produce ortofrutta, lungo la fascia trasformata ipparina, e consigliere territoriale di Confcooperative Ragusa.

“I danni – aggiunge – sono incalcolabili. Infatti, nonostante le celle frigorifere, dovremo capire in che modo potrà essere smaltita la merce andata a male. Quindi, siamo stati penalizzati due volte. Il conferimento degli scarti per noi avrà un costo. Non è che possiamo abbandonarli sui terreni. Prendiamo atto che gli operatori economici sono abbandonati a loro stessi. Sugli scaffali la merce c’è stata lo stesso. Ma non era la nostra. E quindi tutto questo ci danneggia. Tra l’altro, quando la protesta finirà, troveremo i mercati saturi e ciò comporterà l’abbassamento dei prezzi. Insomma, una situazione a dir poco paradossale”.

Il presidente provinciale Confcooperative Ragusa, Gianni Gulino, aggiunge: “Serve un’azione decisa. I danni per i produttori sono incalcolabili. D’altronde, le parole della stessa Alboni, che esprime il disagio di tutti i cooperatori del settore, sono molte chiare. Ci vorrà almeno un mese perché la situazione legata alla presenza dei nostri prodotti sui mercati possa trovare un nuovo equilibrio. E nel frattempo, chi li rifonderà dei danni subiti? Non si sentiva affatto il bisogno di questo disastro dopo due anni di pandemia. Uno svilimento delle condizioni complessive nell’ambito delle dinamiche economiche che sta determinando un caos inimmaginabile. Se la politica non dà una mano effettiva e concreta, il tracollo è assicurato”.

Car Roma, stop merci Sicilia-Puglia, rialzo prezzi

Nessun prodotto agroalimentare proveniente dalla Sicilia e dalla Puglia è arrivato oggi al Centro Agroalimentare Roma, il più grande Mercato d’Italia, e sono a disposizione prodotti in arrivo dalla Spagna, insufficienti a soddisfare l’intera domanda, e ciò porterà ad un ulteriore incremento dei costi.

Lo rende noto il Car di Roma a proposito delle ripercussioni a causa dello sciopero degli autotrasportatori e del conseguente blocco della circolazione dei tir, che già nelle prossime ore rischia di paralizzare l’intero comparto agroalimentare italiano.

“Abbiamo disponibilità di prodotti locali, la cui distribuzione non è stata impattata dallo sciopero -commenta Fabio Massimo Pallottini, Direttore Generale del Centro Agroalimentare Roma- la situazione che abbiamo davanti rischia di far saltare le logiche dell’intera filiera agroalimentare. Gli agricoltori dovranno continuare a raccogliere i prodotti nei prossimi giorni, anche se non riusciranno a distribuirli. Allo stesso tempo la merce già raccolta e rimasta bloccata per lo sciopero, sarà destinata solamente ai mercati vicini e non alla grande distribuzione”. “I consumatori dovranno rinunciare ai prodotti italiani che arrivano dal Sud dell’Italia come ad esempio l’arancia”, conclude al direzione del Car.

Mobilitazione in Puglia, Molise, Sicilia e a porto Ravenna

Ancora proteste e ‘tir lumaca’ sulle autostrade italiane contro l’aumento dei prezzi del carburante. La mobilitazione degli autotrasportatori del Mezzogiorno prosegue anche oggi in Puglia, Molise e Sicilia, ma continuano le code anche all’ingresso dell’area portuale di Ravenna.

“Proseguiremo fin quando il Governo non comprenderà le nostre ragioni”, dicono alcuni aderenti alla protesta, che non è stata lanciata da alcuna sigla sindacale nazionale. A quanto si apprende, alcuni autotrasportatori hanno segnalato che i propri mezzi sarebbero stati bloccati dagli stessi manifestanti in autostrada affinché non proseguissero e aderissero alla mobilitazione. Rallentamenti sono stati registrati inoltre sulla Biferina (Molise) e su diverse statali pugliesi in vista di una nuova protesta domani a Bari.

Secondo giorno di presidio, in contrada Grottarossa sulla statale 640 tra Canicattì e Caltanissetta, degli autotrasportatori contro il “caro carburanti”. Si vedono sempre meno camion in marcia tra Canicattì verso Caltanissetta e la piazzola della stazione di servizio ormai è quasi piena di grossi mezzi. Al momento non si registrano episodi di violenza.

Blocco Tir nel porto di Palermo

Blocco degli autotrasporti anche nel porto di Palermo. Una ventina di autotrasportatori ha fermato i mezzi pesanti tir tra due varchi mentre un altro gruppo si è piazzato davanti all’ingresso nella zona del molo Santa Maria. A presidiare carabinieri, polizia di stato, capitaneria di porto e guardia di finanza. Gli autotrasportatori protestano, come i colleghi a Catania che presidiano il casello di San Gregorio, per il caro carburante. La protesta avrà effetti sulle merci e stazioni di servizio senza carburante. I presidi di protesta si sono triplicati in 3 giorni e non sono più controllabili dalle associazioni sindacali.

Bellanova, “Tavolo al Mims, al lavoro su norme”

Si terrà oggi pomeriggio al Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili il tavolo autotrasporto convocato per affrontare l’emergenza costi carburante. Lo annuncia la viceministra Teresa Bellanova.

“Il confronto sull’emergenza autotrasporto e sulle regole è permanente. Il nostro obiettivo – afferma in una nota – è arrivare a soluzioni soddisfacenti per tutte le parti. Siamo al lavoro per dare risposte concrete e immediate. Per questo ho convocato nel pomeriggio il Tavolo Autotrasporto”. Bellanova spiega che il governo è al lavoro “perché nel Decreto energia vi siano norme utili per il settore”.

“Condizione determinante – prosegue Bellanova – è naturalmente la responsabilità di tutti, istituzioni e parti sociali, perché le difficoltà che le aziende stanno incontrando e su cui è in atto la ricerca di soluzioni non degenerino, come sta accadendo in alcune realtà, in problema di ordine pubblico. Questo è un settore che ha dato una straordinaria prova di sé nel corso della pandemia, garantendo al Paese normalità e coesione sociale. Lavorare tutti nella stessa direzione e con gli stessi obiettivi significa costruire le condizioni necessarie a trovare risposte e soluzioni”.

Bollette: Utilitalia, patti territoriali per rinnovabili

“Contro il caro bollette, e alla luce degli eventi straordinari delle ultime ore che potrebbero comportare un’ulteriore crescita dei prezzi e mettere a rischio la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento, è necessario mettere in campo nei prossimi mesi misure concrete anche per ridurre la dipendenza del Paese dal gas”. Lo ha detto Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche), intervenendo alla X Edizione del Top Utility Award organizzato da Althesys.

“Nel breve e medio periodo – ha aggiunto – è necessario lavorare a patti territoriali che coinvolgano imprese ed enti locali per accelerare sul fronte delle energie rinnovabili” in quanto “è fondamentale la collaborazione dei territori per riuscire a portare a compimento gli investimenti necessari in maniera rapida. In quest’ottica – prosegue – lo sviluppo di patti territoriali tra imprese ed enti locali, tesi all’individuazione di aree idonee alla realizzazione degli impianti e alla velocizzazione delle procedure, potrebbe aiutare il Paese a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Se, dal un lato, le imprese dei servizi pubblici sono pronte a massicci investimenti sulle rinnovabili, dall’altro lato per gli enti locali ciò si tradurrebbe in importanti vantaggi ambientali ed occupazionali”.

In questi giorni, ha detto ancora il direttore generale di Utilitalia, “le prime mosse del Governo sono invece andate nella direzione sbagliata: è il caso dell’articolo 16 del Decreto Sostegni Ter, che finisce per colpire proprio il settore delle rinnovabili”. In un orizzonte di medio periodo, “bisogna invece ragionare su un ampio spettro di vettori a sostegno della transizione energetica. Penso al teleriscaldamento, a un’impiantistica adeguata per la gestione dei rifiuti che possa valorizzarli anche dal punto di vista energetico e al biometano, che ha un potenziale di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del fabbisogno nazionale”.

 

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