A presentarsi dai carabinieri è stato lo scorso gennaio il presidente dell’Aias Salvatore Nicitra. Alcuni specialisti della struttura gli avevano riferito di alcune lesioni e traumi riscontrati in un assistito del centro residenziale per disabili Ben Haukal che si trova nel quartiere Brancaccio a Palermo.

Con tanto di relazione si è presentato dai militari per chiedere di fare luce su quanto accadeva nel centro. Le telecamere installate dalle forze dell’ordine hanno mostrato una lunga serie di violente e vessazioni psicologiche messe in atto dagli operatori che dovevano avere cura e assistere i disabili.

“Te lo giuro me ne fotto della telecamera e ti riempio di botte”, gridava uno dei tre operatori finiti agli arresti domiciliari della centro residenziale per disabili Ben Haukal che si trova nel quartiere Brancaccio a Palermo. E poi volavano schiaffi e calci.

Qualcuno di loro calpestava anche le gambe degli assistiti che si trovavano riversi per terra. Un gesto di disprezzo, come sottolinea il gip, nell’ordinanza. I tre operatori ai domiciliari e le due operatrici che hanno l’obbligo di presentazione non sono solo accusati di avere percosso i pazienti, ma anche di non aver impedito in diverse e numerosi occasioni, pur avendo l’obbligo giuridico dì intervenire, che i pazienti compissero atti di autolesionismo.

I pazienti più volte si sbattevano la testa sul pavimento provocandosi escoriazioni e lesioni e nessuno di loro interveniva. Durante i loro turni spesso in compresenza i cinque indagati strattonavano gli utenti facendogli sbattere la faccia al muro o colpendoli con un calcio per farli alzare dal letto.

E poi insulti a raffica, “sei un porco”; “stai fermo” “qua devi stare”, “sei un vastaso maleducato”. E ancora “Cosa mutile, cosa inutile, te ne devi andare perché le chiavi qua ti tiro. Oh vattene, lo sai che te lì do, qua te lido stai attento pezzo di merda che sei, qua sono i maglioni lo vede dove sono, cosa inutile, minchia cosa inutile, così devi stare”. In un’occasione uno degli arrestati ha preso un bicchiere di plastica lo ha appoggiato sulla fronte di uno dei ragazzi disabili assistiti e lo ha colpito con uno schiaffo  schiacciandogli il bicchiere sulla fronte.

“Una serie di condotte, scrive il gip, che ingeneravano nelle vittime un grave stato di paura e ti timore per la propria incolumità fisica  unitamente a creare, anche tra i pazienti che assistevano alle violenze perpetrate in danno degli altri ospiti, un clima diffuso di sopraffazione, prevaricazione e vessazione che rendeva impossibile la prosecuzione della convivenza”.

“Appena abbiamo avuto l’impressione che qualche mela marcia potesse nascondersi all’interno di una nostra struttura  abbiamo immediatamente avvertito i carabinieri presentando una denunzia contro i 3 operatori corredata dalle  immagini del nostro sistema di video-sorveglianza e mettendole a disposizione degli inquirenti ”.

Lo dice il presidente dell’Aias Salvatore Nicitra. “Ringraziamo le forze dell’ordine per la tempestività,  la professionalità  e la sensibilità dimostrata nel corso delle indagini nel corso delle quali abbiamo prestato la massima collaborazione.  Adesso abbiamo fiducia nella magistratura e chiediamo a gran voce l’applicazione delle pene più severe e ci costituiremo parte civile nel procedimento contro i dipendenti coinvolti .Devono sapere tutti che chi tocca i nostri ragazzi non la passa liscia – aggiunge il presidente -Purtroppo ancora oggi ci sono persone convinte di poter usare impunemente la violenza nei confronti di persone fragili e indifese.

L’Aias è la casa dei disabili e nessuno si deve azzardare a toccare uno dei nostri figli. Tutte le persone che ogni giorno ci affidano un pezzo della loro vita possono avere la certezza che la nostra attenzione è sempre massima . Avevamo 3 mele marce a fronte di circa 45-50 operatori che quotidianamente si prendono cura dei ragazzi assistiti all’interno della nostra struttura; le abbiamo denunziate e oggi finalmente sono state  arrestate”.