Un silenzio assordante tra i mille dubbi, nel frattempo ciò che resta è il ricordo. Sono apparsi centinaia di video che ritraggono Simona Cinà tra sport, canto e momenti quotidiani di una ragazza che aveva solo voglia di vivere intensamente la sua giovinezza, proprio come raccontano tante persone a lei vicine. Alla Gala Sport Academy Simona non era solo un’atleta, un’allenatrice, faceva parte della famiglia. A testimoniarlo è un video pubblicato alcuni minuti fa dalla società sportiva: “Siamo stati fortunati, onorati e orgogliosi di aver condiviso insieme tanti bellissimi ricordi che non dimenticheremo mai” si legge.

Mentre circolano migliaia di immagini sui social, si attendono i primi risultati dell’autopsia che possano rendere più chiara la dinamica della morte della 20enne, scomparsa la notte tra l’1 e il 2 agosto in una festa di laurea a Bagheria.

Il saluto della società sportiva

Con queste parole, il team e gli amici della Gala Sport Academy vogliono ricordare la compagna di squadra. Sotto le note della canzone “Chiasso”, proprio quello che inonda le menti di tanti che oggi la piangono, si vede un pallone da pallavolo con il suo nome, “Simo”. Un’ultima battuta verso il campo avversario, una di quelle che avrebbe piazzato senza esitazione.

“Potevamo scrivere tante altre pagine ma la vita è così: tanto bella quanto perfida – si legge – però siamo felici, felici di averti conosciuto e aver vissuto con te ogni attimo come se fosse l’ultimo. Il tuo sorriso e la tua energia sarà vita nei giorni più bui. Ci mancherai tanto. Siamo fatti per stare sulla sabbia e noi continueremo a farlo. Proteggici da lassù, sei speciale. Ciao Simo, ci vediamo al campo..”

La morte di Simona Cinà, la procura: “Ecco come sono andate le cose nella villa”

“Il corpo della giovane ragazza è stato rinvenuto da alcuni degli ultimi partecipanti ancora presenti alla festa intorno alle 4 e si trovava esanime sul fondo della piscina, in un angolo distante, e dotato di scarsa illuminazione, rispetto alla zona ove erano collocati bar, consolle musicale e i servizi igienici.

Per quanto sinora appreso, a seguito del rinvenimento, almeno due ragazzi si sono immediatamente tuffati nella piscina ed hanno recuperato il corpo della ventenne, praticando le manovre di rianimazione salvavita in attesa dell’arrivo dei soccorritori”. Lo scrive Lorenza Turnaturi facente funzioni del procuratore di Termini Imerese.

“Arrivato sul posto, il personale del 118 ha provato a rianimare la ragazza, purtroppo invano, non potendo fare altro che constatare il decesso della stessa alle 5 – aggiunge la procuratrice – Sono arrivati i carabinieri della compagnia di Bagheria – con il personale del nucleo investigativo di Monreale -, e successivamente il magistrato di turno. Sono stati svolti i primi accertamenti, rilievi e fotografie. E’ arrivato il medico legale  per lo svolgimento della richiesta ispezione cadaverica esterna. Poi è stata disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso”.

La procura precisa che “i vestiti di Simona Cinà non sono stati trovati dai familiari in quanto sottoposti a sequestro e, di conseguenza, sono attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria per il compimento dei successivi atti di indagine. Sono stati identificati e sentiti tutti i soggetti ancora presenti nella villa al momento dell’arrivo dei carabinieri. Tutti sentiti in qualità di persone informate sui fatti, hanno avuto un comportamento collaborativo, mettendosi da subito a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sono stati trovati sui bordi e nella zona adiacente alla piscina bottiglie, bicchieri, piatti che lasciassero ritenere che in quel luogo si era tenuta una festa. Nei pressi del bancone adibito a bar – sono stati trovati, tra l’altro, bicchieri e bottiglie di alcolici, come debitamente documentato; ciò a riprova di quanto affermato dai vari partecipanti sin dalle prime battute. Anche il predetto materiale è stato posto sotto sequestro, così come ogni altro oggetto presente sulla scena ed utile a fini investigativi. Allo stato, dunque, non vi sono elementi in ragione dei quali ipotizzare che qualcuno abbia alterato la zona ove sono accaduti i fatti, facendo scomparire oggetti; anche tale circostanza, in ogni caso, sarà oggetto di ulteriori approfondimenti”.