Un’operazione di legalità e ripristino del patrimonio abitativo pubblico. Il Comune di Palermo, attraverso l’Unità Operativa Abitare Sociale e il supporto decisivo della Polizia Municipale, ha portato a termine oggi il recupero di tre unità immobiliari di proprietà comunale. Gli immobili, precedentemente occupati da soggetti senza alcun titolo, sono stati liberati a seguito di un rilascio bonario, tornando immediatamente nella disponibilità dell’amministrazione.

Un percorso costante: dai quartieri critici alla riassegnazione

Questa iniziativa non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia ormai consolidata dall’amministrazione guidata dall’assessore Fabrizio Ferrandelli. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati numerosi gli interventi di recupero e riassegnazione in diversi quartieri critici della città. Dal quartiere Zen all’Arenella, passando per Borgo Nuovo e San Filippo Neri, il Comune di Palermo sta lavorando incessantemente per riportare alla legalità decine di alloggi. In molti di questi casi, il recupero è avvenuto grazie alla collaborazione dei cittadini — come accaduto a San Filippo Neri o allo Zen, dove ex assegnatari hanno scelto di riconsegnare spontaneamente le chiavi dopo il decesso di un familiare — permettendo così di soddisfare le richieste di famiglie che attendevano un tetto da anni.

La svolta per le famiglie in graduatoria

Il provvedimento non si è limitato al mero recupero fisico degli spazi. Le tre unità abitative sono state immediatamente assegnate ai primi nuclei familiari presenti nella graduatoria dell’emergenza abitativa. Si tratta di famiglie con minori, già segnalate per le loro precarie condizioni di fragilità sociale, che attendevano da tempo una soluzione. Un gesto che, per l’amministrazione, rappresenta una risposta concreta al bisogno abitativo, coniugando il rispetto delle regole con la tutela dei cittadini più vulnerabili.

Le parole di Ferrandelli: “Nessuno deve essere lasciato indietro”

A fare il punto sull’operazione è l’assessore all’Abitare sociale, Fabrizio Ferrandelli, che sottolinea l’importanza di questo costante monitoraggio: “Questa è la dimostrazione concreta di come il controllo del nostro patrimonio abitativo produca risultati. Diamo risposte a chi aspetta da tempo, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

L’assessore lancia poi un monito contro le speculazioni: “Non possiamo accettare che sul bisogno reale qualcuno tenti di lucrare, chiedendo denaro per occupazioni illecite che non garantiscono alcun diritto né la residenza. La strada giusta è rivolgersi al Comune”.

Verso un percorso di regolarità

L’amministrazione comunale punta a invertire la rotta, incoraggiando chi vive in situazioni irregolari a scegliere la legalità. “Sta crescendo il numero di persone che bussano alle nostre porte per cercare una soluzione legittima – spiega ancora Ferrandelli –. Anche chi ha commesso l’errore di cercare casa per vie non legali può decidere di intraprendere un percorso di regolarità. Il Comune continuerà a lavorare per recuperare patrimonio, contrastare le speculazioni e garantire case a chi si trova realmente in emergenza, rispettando le procedure e, soprattutto, i diritti di tutti”.

Un segnale, quello lanciato da Palazzo delle Aquile, che intende segnare un cambio di passo nella gestione delle politiche abitative cittadine, dove il rigore nella gestione del patrimonio si sposa con l’attenzione umana verso le fasce sociali più deboli.