Proseguono a Palermo le attività di controllo e monitoraggio dell’assessorato all’Abitare sociale per verificare la regolarità delle assegnazioni degli alloggi popolari e la permanenza dei requisiti da parte degli assegnatari. L’attività rientra nel quadro delle competenze dell’assessorato guidato da Fabrizio Ferrandelli, che ha tra le proprie deleghe l’emergenza abitativa, le politiche sociali per la casa e l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Comune di Palermo, sul proprio sito istituzionale, indica infatti che il servizio dedicato gestisce la graduatoria dell’emergenza abitativa finalizzata all’assegnazione di alloggi ERP, Iacp e beni confiscati ai cittadini aventi diritto.

Le verifiche sui requisiti

“Questi controlli – afferma l’assessore Fabrizio Ferrandelli – hanno l’obiettivo di accertare sia la legittimità delle assegnazioni che la cosiddetta permanenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente, con particolare riferimento alla capacità economica dei nuclei familiari e all’eventuale possesso di altri immobili idonei”. Le verifiche puntano dunque a stabilire se chi occupa un alloggio popolare abbia ancora titolo per restarvi. Al centro degli accertamenti ci sono soprattutto la situazione reddituale dei nuclei familiari, la composizione del nucleo e l’eventuale disponibilità di altri immobili compatibili con l’uso abitativo.

Individuate occupazioni abusive e situazioni irregolari

Secondo quanto riferito dall’assessorato, l’attività di monitoraggio ha già consentito di raggiungere risultati ritenuti significativi. Sono state individuate occupazioni abusive da parte di nuclei familiari privi di titolo e con redditi incompatibili con i requisiti richiesti per l’accesso agli alloggi popolari. Tra le situazioni emerse, riferisce Ferrandelli, ci sarebbero anche casi riguardanti noti tiktoker, oltre a diversi cittadini risultati proprietari di altri immobili considerati utili al sostentamento familiare. “Il nostro traguardo finale – prosegue l’assessore – sarà quello di destinare gli alloggi popolari solo a chi ne ha effettivamente diritto”.

Il caso dell’assegnatario con un altro immobile

Ferrandelli richiama poi un caso definito emblematico, relativo a un assegnatario di un immobile di proprietà comunale concesso in sanatoria negli anni Novanta. “Dai nostri accertamenti – sottolinea l’assessore – è emerso che il soggetto non solo non ha effettuato il pagamento delle indennità di occupazione per il lungo periodo dal 2021 fino ad oggi, per un importo pari a oltre 12 mila euro, ma è anche proprietario di un altro immobile idoneo all’uso abitativo, circostanza evidentemente incompatibile con la permanenza in quell’alloggio popolare”. I due elementi, il mancato pagamento delle somme dovute e la proprietà di un altro immobile, hanno portato l’amministrazione comunale ad avviare un procedimento amministrativo finalizzato al rilascio dell’immobile e al recupero coattivo delle somme, oltre agli interessi maturati.

Possibile rilascio coattivo dell’immobile

Nel caso in cui la procedura non produca effetti spontanei, il Comune procederà al rilascio coattivo dell’alloggio, anche con l’ausilio dell’autorità competente. Parallelamente saranno attivate le procedure per il recupero forzoso del credito. La linea dell’amministrazione si inserisce in un percorso più ampio di riordino dell’emergenza abitativa cittadina. Nei mesi scorsi il Comune ha pubblicato aggiornamenti sulla graduatoria per l’emergenza abitativa e ha avviato nuove procedure per l’inserimento dei cittadini in difficoltà abitativa, con domande aperte per il 2026 dal 7 gennaio al 31 agosto.

L’invito agli assegnatari

“È ovvio – conclude Ferrandelli – che questi tipi di controlli proseguiranno con determinazione, ritenendo fondamentale la legalità e l’equa garanzia nell’accesso agli alloggi popolari, perché ogni abuso equivale alla sottrazione della casa a chi ne ha davvero bisogno”. L’assessore rivolge quindi un invito a tutti gli assegnatari affinché verifichino la propria posizione e provvedano a regolarizzare eventuali situazioni non conformi, così da evitare conseguenze amministrative e legali.