E’ corsa contro il tempo, in Sicilia, per trasmettere al Ministero della protezione Civile e a quello dell’economia e della Finanza, una stima dettagliata dei danni del ciclone Harry nell’isola. Mercoledì prossimo, infatti, il Consiglio dei Ministri tornerà a parlare proprio di questa emergenza ma per deliberare nuovi stanziamenti e provvedimenti chiede alle regioni stime dettagliate.

La stima attuale parla di 2 miliardi di euro di danni ma fino ad ora al Dipartimento delle Finanze è sato trasmesso solo il primo documento di valutazione redatto nell’immediatezza degli eventi al quale deve seguire una valutazione più puntuale ancora in fase di definizione.

Solo oggi si completerà, ad esempio, la procedura per i danni agricoli. Si corre, comunque, per inviare un nuovo documento per tempo a Roma sperando che il Consiglio dei Ministri deliberi anche la sospensione del pagamento delle tasse e dei contribuiti per i danneggiati dopo la moratoria della bolletta da parte dell’autorità competente

Le precisazioni di Palazzo d’Orleans

In merito alla quantificazione complessiva dei danni causati dal Ciclone Harry, Palazzo d’Orleans precisa che, al momento, la prima richiesta ufficiale, pari a 741 milioni di euro, trasmessa dalla Regione alla Protezione civile nazionale è quella allegata alla delibera della Giunta regionale dello scorso 22 gennaio, che ha dichiarato l’emergenza regionale e contestualmente richiesto a Palazzo Chigi il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Stato di emergenza nazionale riconosciuto poi, il 26 gennaio, con lo stanziamento dei primi 33 milioni di euro.

I fondi regionali già destinati all’emergenza

Nel frattempo, la Regione ha già destinato per l’emergenza – in due tranche – 680 milioni di euro di risorse regionali ed extraregionali.

Parallelamente, prosegue spedita l’attività di ricognizione e quantificazione di ulteriori danni sulla base delle richieste pervenute, in continuo e veloce aggiornamento, da parte dei Comuni, suffragate dai tavoli provinciali di lavoro istituti presso gli uffici di ogni Genio civile con l’obiettivo di ridurre al massimo i tempi. All’esito degli stessi, si procederà a una tempestiva integrazione della prima relazione inviata agli organismi nazionali.

Nessuna polemica fra Palermo e Roma

Nella precisazione diffusa da Palazzo d’Orleans, poi, si negano le voci di una polemica fra Regione e Stato e in particolare al circostanza che dal Ministero dell’Economia e della finanza si ritenga generico il documento di valutazione e poco attendibile le stime, non ufficialo, che arrivano fino a due miliardi: “Si sottolinea infine che l’interlocuzione tra Regione e Governo nazionale è costante, operativa e costruttiva, finalizzata ad accelerare procedure, ristori e interventi per i territori colpiti”.