I dipendenti del 118 sono sul piede di guerra e annunciano lo stato di agitazione. “Prendiamo atto dagli organi di stampa, con immensa delusione, che non vi sarebbe copertura economica per la Legge Regionale numero 9 del 2020 che, all’articolo 5 comma 8, prevede per il personale della Seus, la premialità mensile di mille euro da marzo 2020 fino a fine emergenza Coronavirus.  Non siamo politici, né dirigenti, né Commissari, né tutte quelle cariche che dovrebbero avere rispetto per chi come noi lotta, senza sosta, contro un nemico invisibile che si chiama Covid-19”. Lo scrivono i rappresentanti del movimento unito dipendenti 118 Sicilia

“La politica è fatta di scelte sulle quali nessuno può sindacare e le scelte sono assunzioni di responsabilità che pur non condividendole si rispettano – prosegue la nota – Prendiamo atto che questa politica regionale nuovamente, continuando il “modus operandi” della classica politica siciliana, privilegia alcune categorie a discapito delle altre.

Pertanto il Mud proclama lo stato di agitazione di tutto il personale Seus che opera nel 118.  “Useremo tutti gli atti “dimostrativi” (legali) per comunicare alla cittadinanza tutta come siamo trattati, nonostante siamo i primi ad entrare nelle aree a rischio senza battere ciglio e senza remore alcuno.  Caro assessore, adesso dipende solo da lei riconoscere i giusti meriti alla nostra categoria, pertanto restiamo in attesa di una sua chiara e forte smentita, a queste affermazioni a lei attribuite, ce lo deve e lo deve alle nostre famiglie ai siciliani tutti”.

“Ora basta visto che nessuno ci ha mai capiti e tutelati saremo noi a farci capire e a far capire ai siciliani che è arrivato il momento di aver riconosciuti i nostri diritti non solo i nostri doveri. Siamo stanchi di aspettare, troppe passarelle troppi film e troppe interviste nei quotidiani che sono staccati dalla realtà visto che non ci volete dare quanto deciso da voi. Egregi Signori e Signore, se avete ancora dei dubbi sul nostro valore e sul nostro lavoro, vi invitiamo a salire con noi in ambulanza e venire a vedere con i vostri occhi quello che facciamo”.