Ben 7 sono i milioni di euro che il Comune di Palermo ha dovuto sborsare per risarcire i danni provocati a persone e cose a causa delle buche stradali. Adesso è guerra a Sala delle Lapidi sull’affidamento della manutenzione delle strade alla Rap. In Consiglio comunale, infatti, è approdata la proposta di delibera della giunta per rimodulare i rapporti fra l’amministrazione e la società partecipata. Sul provvedimento è stata bagarre in aula da parte di un’opposizione agguerrita.

Intanto il sindaco Orlando ieri ha dovuto prorogare il servizio coperto dalla Rap firmando un’ordinanza. Come riporta il Giornale di Sicilia, la proroga del servizio è avvenuta già per due semestri ed è scaduta il 30 giugno. Ora il Consiglio analizza il nuovo contratto.

Il dato che viene fuori è proprio il totale dei risarcimenti che il Comune ha dovuto sborsare per coprire le spese legali legate ai più disparati sinistri, più o meno gravi, causati dalla presenza sulle strade di buche. Risarcimenti che hanno fatto aumentare il numero di debiti fuori bilancio da approvare in Consiglio. L’amministrazione è stata costretta nel 2018 a pagare 3 milioni 584 mila euro a persone che hanno promosso cause per risarcimento del danno. Si va da 200 euro sino a un milione. Stesso ragionamento va fatto per il 2019 con un totale di 3 milioni e 476 mila euro.

È stato il consigliere Ugo Forello a fare i conti in tasca all’amministrazione chiedendo di conoscere l’esatto ammontare dei debiti fuori bilancio sui sinistri stradali. Intanto la giunta vuole togliere il servizio manutenzioni stradali alla Rap lasciando alla società il monitoraggio e il pronto intervento per un valore di circa 3,5 milioni.

“I dati emersi non possono che portare il Consiglio comunale ad eliminare la parte del contratto di servizio che riguarda l’affidamento del servizio – ha detto Forello – La Rap, purtroppo, si è dimostrata del tutto incapace a svolgere, anche in via d’urgenza, tale attività e, in più, non ha mai sostenuto il carico economico dei danni causati, né pagato alcuna penale. A riguardo, il Comune dovrebbe avviare, al fine di evitare il perpetuarsi di un danno erariale di grande entità, le dovute azioni volte al recupero dei quasi 10 milioni pagati ai cittadini lesi dai danni. Per tali motivi non solo sarebbe illogico ma anche contrario agli interessi generali confermare per quindici anni il servizio in questione”.