Il Dedalo Festival di Caltabellotta (Ag) è giunto alla sua diciannovesima edizione, che avrà luogo il 24 e 25 agosto presso lo Spiazzo Ruggero di Lauria (Cattedrale). Il tema scelto dal suo ideatore, Ezio Noto, cantautore, scrittore e direttore artistico, è “MATRICE”, come radice e identità.

Nel corso degli anni alcune edizioni della manifestazione sono state itineranti e hanno raggiunto la provincia di Palermo, di Catania, la Basilicata, la Toscana, l’Emilia Romagna ecc. Come ogni anno, attraverso le diverse arti si scaverà nell’essenza creativa degli artisti coinvolti, ognuno per la propria capacità espressiva e potenza narrativa. La manifestazione si conferma un crocevia culturale fondamentale per la Sicilia, e l’obiettivo del suo ideatore e direttore artistico resta quello di includere e unire tutte le forme d’arte, superando il folklore e creando connessione tra la sicilianità e la ricerca costante.


All’interno delle due giornate del Festival, non mancherà l’appuntamento con la III edizione del premio dedicato al professore Roberto Sottile, scomparso prematuramente il 7 agosto 2021. “Un’assenza dura da digerire, un percorso interrotto con un uomo, uno studioso straordinario”, così definisce il cantautore la perdita del docente di linguistica italiana dell’Università di Palermo.

A breve i dettagli del programma, che verrà realizzato con il patrocinio del Comune di Caltabellotta (Ag).

Nel frattempo, e da mesi, Ezio Noto è impegnato con gli appuntamenti per la presentazione del suo ultimo libro, dal titolo “IL CANTO CHE CURA”, pubblicato ad aprile da Melqart Communication Agenzia di Comunicazione con sede in Sciacca (Ag).


Non solo un libro, ma una vera e propria opera multimediale e corale, dove musica, letteratura e pittura si fondono per esplorare il concetto della “cura”. L’opera narrativa si compone di quattro racconti di fantasia i cui protagonisti hanno il nome di altrettanti strumenti musicali, quasi a voler suggerire che ciascuno di loro abbia voci e vibrazioni proprie, come ogni essere umano la propria unicità: Armonica, Duduk, Flauto e Viola.

Poco prima della pubblicazione del libro è stato diffuso sulle varie piattaforme musicali il brano dal titolo “LU CANTU CHI CURA”, registrato in uno dei luoghi più suggestivi dei Monti Sicani, il Teatro Andromeda, fedelmente scritto dal cantautore nel suo dialetto siciliano, da lui interpretato, e che vanta la partecipazione di Libero Reina e Carmen Piritore. Un brano musicale, una preghiera laica, che completa l’ampio progetto artistico, ricco di magia, carica spirituale e della bellezza paesaggistica tipica dei Monti Sicani.

La prefazione del libro è stata affidata a Danilo Serra, docente universitario di Estetica, Filosofia Morale e Discipline demo-antropologiche. Agrigentino come l’autore, dell’opera scrive:


“Curare significa entrare nella storia dell’altro, ascoltare il suo dolore, tradurlo in azione e presenza. In questa prospettiva, la cura si configura come atto etico incarnato. La narrazione del dolore e il gesto di cura si intrecciano, mostrando che in ogni atto terapeutico c’è in gioco la forza della relazione.

In questa prospettiva, il libro Il canto che cura, straordinariamente curato dall’artista Ezio Noto, si inserisce come risposta fisica, poetica e simbolica all’anestesia della nostra epoca.

I racconti che lo compongono – Armonica, Duduk, Viola e La leggenda di Flauto – restituiscono al racconto stesso la sua forza generativa, quella carica erotica che svela l’antica funzione di guarigione del canto. In ciascuno di essi la sofferenza, intesa in senso ampio e nelle sue diverse sfumature, diventa l’origine di un “canto”; voce, suono, parola e gesto si trasformano in strumenti di ricomposizione del mondo, o meglio di una ridefinizione continua della relazione tra l’io e il mondo.

I diversi protagonisti dei racconti, pur nella loro specifica individualità, sono tutti tra loro intimamente legati dall’esperienza della perdita e dell’assenza che, anziché chiudere e ingabbiare, apre e, molto di più, spalanca nuove possibilità di senso, nuovi tentativi di abitare diversamente il mondo.”


Il prossimo appuntamento è in programma per il 6 agosto alle ore 18.30 presso il Chiostro Monti di Mussomeli (Cl), organizzato dalla Pro Loco Mussomeli APS nell’ambito del programma di manifestazioni “Mussomeli in Festa 2026”.

Dialogheranno con l’autore il giornalista Giuseppe Taibi (cronista e blogger siciliano che collabora con testate come il Giornale di Sicilia e Africa Rivista) e la vicepresidente della Pro Loco Cinzia Frangiamore (autrice del libro dal titolo “Sugnu di Mussumeli… mi nni vantu!”); presenti anche il pittore Giovanni Proietto e il giornalista ed editore Calogero Parlapiano. Le letture saranno curate da Tiziana Calà e Liliana Sinagra. Il 20 agosto è invece in programma la prossima presentazione, che si terrà a Isnello (Pa), nel cuore delle Madonie.

Luogo: Mussomeli (CL), Piazzetta P. Eugenio Sorgev, 2, SICILIA

Tipo evento: Altro

Data Inizio: 06/08/2026

Data Fine: 06/08/2026

Ora: 18:30

Artista: ezio noto

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