Gli avvocati costretti ad attendere anche 4 ore per i colloqui con i carcerati del Paglierelli di Palermo. Una condizione che mortifica la professione e che lede la il diritto alla difesa dei detenuti. A sostenerlo è Carolina Varchi, deputata nazionale schierata in Fratelli di’Italia, che ha inoltrato un’interrogazione a risposta in commissione al ministro per la Giustizia Alfonso Bonafede.

“Da diversi mesi nella casa circondariale “Lorusso” di Pagliarelli – si legge nel documento – si registrano problemi nella gestione dei colloqui tra i difensori ed i propri detenuti -, costringendo gli avvocati fino a tre, quattro ore di attesa, per svolgere il colloquio che rientra nell’esercizio pieno del diritto di difesa, così come la Costituzione garantisce”. Per la Varchi si tratta di una situazione che mortifica gli avvocati nell’esercizio della professione, costringendoli a trascorrere molte ore in attesa, sottraendoli così ad altre attività e al contempo costringe gli agenti di Polizia penitenziaria a operare in condizioni di difficoltà.

Secondo Carolina Varchi, penalista e capogruppo in commissione giustizia, che si è fatta portavoce degli avvocati palermitani “i ritardi sembrerebbero dovuti a causa del numero esiguo di sale che non consente lo svolgimento di diversi colloqui in contemporanea e dalla carenza di personale. Da tempo ormai il personale della Polizia Penitenziaria è sotto organico anche in conseguenza della ‘Legge Madia’ che ne ha ridotto la pianta organica complessiva di circa quattromila unità”.

Interrogato da Carolina Varchi in commissione, nei giorni scorsi, il capo del Dap Francesco Basentini nell’esprimere rincrescimento per i disagi creati agli avvocati ha garantito immediate verifiche e soluzioni.

Nel frattempo, anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, con delibera del 18 aprile 2019, è intervenuto sui gravi problemi di gestione dei colloqui tra difensori e detenuti loro assistiti, che si sono registrati nella Casa Circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso”. Il Consiglio, rappresentando la grave situazione in palese violazione del fondamentale esercizio del diritto di difesa, ha chiesto al Ministro della Giustizia ed al Direttore della Casa Circondariale Pagliarelli di intervenire urgentemente con ogni strumento possibile, nel pieno rispetto della legge e dei diritti di ogni detenuto.