Primo giorno di divieto di balneazione a Mondello nel tratto intorno allo storico stabilimento balneare, l’ex Charleston. Il divieto è scattato nel pomeriggio di ieri ma l’afflusso dei bagnanti è previsto per oggi al mattino essendo, fra l’altro, venerdì giorno di inizio dell’ultimo week end d’agosto

Il divieto scattato ieri

Il divieto temporaneo di balneazione a Mondello, in uno dei tratti più frequentati della splendida spiaggia palermitana ,è stato disposto dopo il quinto campionamento d’agosto da parte dell’Asp. Il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, su proposta dell’Area Igiene e Salute, ha firmato l’ordinanza sindacale d’urgenza. I campionamenti, effettuati il 26 agosto 2026, hanno evidenziato il superamento dei limiti di legge per il parametro biologico degli Enterococchi Intestinali.

I punti della spiaggia interessati dal divieto

Il provvedimento restrittivo riguarda nello specifico due punti di monitoraggio ben precisi, situati a ridosso dello storico stabilimento balneare:

  • 50 metri Est ingresso Charleston (coordinate lat. 38.20222 – long. 13.3275)
  • 50 metri Ovest ingresso Charleston (coordinate lat. 38.20306 – long. 13.32694)

Nel medesimo rapporto dell’ASP è stata segnalata una forte concentrazione di Enterococchi ed Escherichia Coli anche nei pressi dello sbocco Ferro di Cavallo – Locamare (punto 211 Ovest). Quest’area, tuttavia, non risente del nuovo provvedimento poiché si trova già sotto un regime di divieto di balneazione permanente.

La polemica con La Vardera

Immediata la nuova polemica con Ismaele La Vardera, il deputato regionale che aveva denunciato settimana fa l’inquinamento di quel tratto, inizialmente smentito dalle campionature dell’Asp (per 4 volte) ma che adesso sottolinea un “avevamo ragione”.

La nuova polemica riguarda l’intervento comunale e la messa in posa dei cartelli “Sono dovuto intervenire io personalmente insieme alla consigliera Argiroffi per fare uscire la gente dall’acqua perché nessuno avvisava del divieto di balneazione” è la sostanza di un video di La Vardera.

L’assessore personalmente in spiaggia

“Sono qui per verificare il rispetto dell’ordinanza temporanea di divieto di balneazione e seguire i controlli degli enti preposti, non solo sulla qualità delle acque, ma anche sulle possibili cause” risponde a distanza questa mattina l’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli con un video girato davanti lo stabilimento.

“Il Comune di Palermo interviene in modo imparziale e nel rigoroso rispetto della legge, sulla base delle comunicazioni ufficiali di ASP e ARPA e dell’evidenza scientifica. I rapporti ASP ricevuti durante i mesi estivi, fino a quello di ieri, hanno evidenziato il rispetto dei parametri. Quando i dati hanno invece segnalato una criticità, siamo intervenuti, senza esitazioni. Continuiamo a essere presenti sul territorio e a lavorare con tutti gli enti coinvolti per tutelare la salute pubblica e accertare la verità” dice l’assessore.

No a polemiche politiche sulle vicende che riguardano la salute dei cittadini

“Non è una questione politica, né un braccio di ferro. Chiunque lavori per la salute dei cittadini è un alleato, non un avversario. La nostra priorità è una sola: accertare le cause e le responsabilità e restituire a Mondello la piena balneabilità, in sicurezza” sostiene Ferrandelli.

Il ristorante Charleston a tutela del marchio

Intanto, nonostante le precisazioni “ex Charleston” il ristorante che porta ancora oggi quel nome, il Charleston, chiede di precisare che non opera nello stabilimento balneare di Mondello nonostante i palermitani continuino a chiamarlo così da decenni.

“Casa Charleston ritiene necessario intervenire per ribadire con chiarezza che il Ristorante Charleston non si trova a Mondello e non opera all’interno dell’Antico Stabilimento Balneare dal 2010, ormai da sedici anni. Il provvedimento e le vicende di cronaca a esso collegate riguardano esclusivamente un’area di Mondello e non hanno alcun rapporto con il Ristorante Charleston, che ha oggi la propria unica sede nel centro di Palermo, a pochi passi dal Teatro Massimo”.

“Casa Charleston comprende che il frequente utilizzo del nome derivi dal legame storico che per oltre quarant’anni ha unito il ristorante allo Stabilimento. A sedici anni dalla conclusione di quell’esperienza, tuttavia, continuare a utilizzare “Charleston” come riferimento geografico genera un’associazione impropria con una realtà imprenditoriale tuttora esistente e operante in un altro luogo”.

Secondo il ristorante “Anche la generica espressione “ex Charleston” non è corretta: Charleston è un marchio registrato ed è un’attività presente nel panorama della ristorazione italiana. Il suo nome non può pertanto essere trattato come una denominazione geografica generica né utilizzato per identificare un’area, un immobile o attività che non hanno alcun collegamento con il ristorante”.

“L’equivoco non riguarda soltanto alcuni titoli giornalistici. È alimentato anche da comunicazioni istituzionali, portali turistici, piattaforme digitali, profili social e recensioni riferite a luoghi o fatti completamente estranei a Casa Charleston”.

Resta il fatto che i palermitani continuano a chiamare l’antico stabilimento balneare di Mondello come “Il Charleston” e che quei locali sono stati occupati per quarant’anni dal Charleston e dunque sono ex locali del Charleston pur ribadendo che l’attività commerciale di ristorazione riportante quel nome sorge oggi di fianco al teatro Massimo.