La corsa alle prossime elezioni regionali siciliane è già entrata nel dibattito politico, ma per Salvatore Cardinale è ancora prematuro concentrarsi sui nomi. L’ex ministro delle Comunicazioni, intervistato da LiveSicilia, richiama il centrodestra alla necessità di costruire una struttura elettorale radicata sul territorio, sostenendo che social e comunicazione non siano sufficienti per conquistare il consenso.

Cardinale indica come riferimento il presidente della Regione Renato Schifani, ritenendo che abbia i presupposti per puntare alla ricandidatura sulla base dei risultati della legislatura.

Forza Italia

Per l’ex ministro, prima della scelta del candidato alla presidenza viene la costruzione di un partito capace di sostenere una competizione regionale. La decisione sul nome, osserva, non sarà comunque esclusivamente siciliana. Cardinale considera Schifani il candidato naturale per Forza Italia, ma sottolinea che la scelta finale spetterà ai vertici nazionali del partito e della coalizione.

Palermo

Lo stesso schema, secondo Cardinale, potrebbe riguardare le prossime amministrative di Palermo. Trattandosi del capoluogo regionale, le scelte sugli equilibri e sulle candidature saranno valutate anche a livello nazionale.

L’ex ministro pone però una condizione politica: chi otterrà la candidatura a sindaco di Palermo, sostiene, difficilmente potrà essere contemporaneamente considerato per la presidenza della Regione.

De Luca e La Vardera

Nel quadro delle possibili alternative al tradizionale bipolarismo, Cardinale guarda con attenzione a Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord, secondo l’ex ministro, starebbe lavorando sul territorio per costruire alleanze con amministratori locali e parlamentari regionali uscenti in vista delle prossime elezioni. Più incerta, invece, la valutazione su Ismaele La Vardera e sul suo movimento Controcorrente. Cardinale riconosce alcuni risultati ottenuti alle amministrative, ma mette in dubbio la capacità di raggiungere la soglia del 5% alle regionali.

Esclude infine che Pd e M5s possano affidargli la candidatura alla presidenza della Regione e non esclude, per La Vardera così come per De Luca, una corsa autonoma.