La chiusura dello scalo di Catania a causa delle ceneri vulcaniche sta determinando significative ripercussioni operative sull’aeroporto di Palermo e sul personale impiegato nei diversi servizi aeroportuali. L’ennesima emergenza legata all’attività dell’Etna ha comportato il dirottamento di un elevato numero di voli sullo scalo palermitano, aggravando una situazione organizzativa già caratterizzata da un costante incremento dei volumi di traffico.
I sindacalisti della Legea Cisal rilevano che le attuali condizioni operative risultano non più sostenibili. Il personale è chiamato a fronteggiare carichi di lavoro straordinari, intensificazione dei ritmi, turnazioni particolarmente gravose e situazioni di elevata pressione operativa, con possibili ricadute sulla sicurezza e sulla qualità dei servizi erogati. Tali condizioni determinano, in diversi casi, livelli di criticità rilevanti sotto il profilo organizzativo e gestionale.
Ulteriori difficoltà derivano dalla gestione delle interazioni con l’utenza, in presenza di ritardi, cancellazioni, dirottamenti e tempi di attesa prolungati. Tali situazioni si riflettono principalmente sul personale dei servizi di front line, che rappresenta il primo punto di contatto con i passeggeri.
Non è tuttavia accettabile che il personale operativo sia chiamato a sostenere gli effetti di criticità non direttamente riconducibili alla propria attività. L’attuale situazione non può essere considerata un evento eccezionale non prevedibile per lo scalo di Palermo. Le criticità connesse alle ceneri vulcaniche e ai conseguenti dirottamenti da Catania rappresentano una condizione ricorrente, che richiede adeguata pianificazione e idonea dotazione di risorse. Uno scalo caratterizzato da una crescita costante dei volumi di traffico necessita di un corrispondente adeguamento degli organici, delle infrastrutture e dei servizi, al fine di garantire la gestione efficace anche delle situazioni di emergenza.
Come organizzazione sindacale, si richiede pertanto l’apertura di un confronto urgente con tutti i soggetti competenti nella gestione dello scalo, al fine di individuare soluzioni operative idonee a garantire:
adeguati livelli di personale anche in occasione di picchi di traffico e situazioni emergenziali;
il rispetto della normativa su orari di lavoro, pause e turnazioni;
condizioni adeguate di salute e sicurezza per tutto il personale;
il potenziamento dei servizi di assistenza ai passeggeri;
misure di tutela per il personale di front line rispetto a situazioni di tensione operativa;
una pianificazione preventiva per la gestione dei frequenti dirottamenti provenienti dallo scalo di Catania.
Non è più possibile affrontare situazioni emergenziali facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità e sul senso di responsabilità del personale.I lavoratori dello scalo di Palermo hanno dimostrato elevata professionalità e capacità di gestione anche in condizioni complesse. Tuttavia, la professionalità non può sostituire una adeguata programmazione né la necessaria dotazione di risorse umane.
La sicurezza non può essere considerata variabile dipendente dai volumi di traffico. Un sistema aeroportuale efficiente richiede condizioni organizzative questa situazione non può più essere gestita come un’emergenza momentanea: è necessario riconoscere che si tratta di una criticità ricorrente e predisporre, una volta per tutte, un modello organizzativo capace di tutelare contemporaneamente lavoratori, passeggeri e sicurezza aeroportuale.
I lavoratori di Palermo non possono essere chiamati ogni volta a pagare il conto






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