Quando l’Etna decide di ricordare a tutti chi comanda, a pagare il conto, letteralmente, sono i passeggeri bloccati a Fontanarossa. È quello che è successo a una viaggiatrice diretta a Bologna, il cui volo delle 11:45 di ieri è stato prima rinviato a mezzanotte e dieci, poi definitivamente cancellato. Il nuovo imbarco: le 5:45 di questa mattina. Tradotto: un giorno intero e una notte passati in aeroporto, tra ansia, valigie e distributori automatici.
I costi nei bar dello scalo
A complicare l’attesa, racconta la donna sui social, non è stata solo l’incertezza sui tempi. Ryanair ha fornito un voucher ristoro da 4 euro a testa, una cifra che nei punti ristoro dell’aerostazione si scioglie in un attimo: “una semplice pizzetta costi 4,20 € e una pasta ripiena 7,90 €”, scrive la passeggera, che documenta l’accaduto con lo scontrino alla mano. Il risultato del “bonus” Ryanair? “Con il voucher siamo riusciti ad acquistare un croissant da 3,90 € e 20 centesimi di pizzetta”.
Nel suo racconto la donna tiene comunque a fare una distinzione netta, senza confondere i piani: “Sappiamo benissimo che l’Etna non dipende né dall’aeroporto né dalle compagnie aeree e che la sicurezza viene prima di tutto”. Ma proprio nei momenti di emergenza, aggiunge, con centinaia di persone bloccate per ore, sarebbe legittimo interrogarsi sui prezzi applicati nei bar e sulla qualità dell’assistenza offerta. La chiosa è la più tagliente: “L’Etna sarà anche imprevedibile. I prezzi dei bar, decisamente meno”.
Un episodio singolo, certo, ma non isolato: racconta bene il clima di frustrazione che da ieri si respira a Fontanarossa, dove il vulcano ha imposto ai gestori dello scalo scelte drastiche e ai viaggiatori una pazienza forzata.
Il caos per la cenere vulcanica
Tutto è cominciato ieri, 7 agosto, quando l’intensa emissione di cenere vulcanica ha costretto l’aeroporto a sospendere gli atterraggi. Lo stop, previsto inizialmente fino alle 21, è stato poi prolungato fino a mezzanotte. Decine di voli in arrivo sono stati dirottati su Palermo Falcone e Borsellino, altri su Trapani Birgi, mentre le partenze hanno continuato a operare, seppur a singhiozzo.
Nella notte lo spazio aereo ha riaperto per qualche ora, lasciando sperare in un ritorno alla normalità. Speranza durata poco: questa mattina, con la nube di cenere ancora attiva sul settore Sud-Ovest, la società aeroportuale ha disposto un nuovo stop agli arrivi fino alle 12. A confermarlo è la stessa società di gestione dello scalo, che in un comunicato ha specificato la chiusura dello spazio aereo relativo al settore C1 e ha invitato i passeggeri a verificare lo stato dei propri voli prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto.
Una situazione fluida, che cambia di ora in ora, e che ha già lasciato il segno: decine di cancellazioni, centinaia di passeggeri coinvolti, notti insonni sulle panchine del terminal e voucher che, tra un caffè e una pizzetta, non si rivelano un vero ristoro.






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