E’ evaso dai domiciliari per aggredire e picchiare la ex. Gli agenti del commissariato Mondello hanno eseguito un’ordinanza cautelare in carcere nei confronti di un 28 enne palermitano residente in provincia.

L’aggressione

L’aggravamento della misura è stata decisa dopo numerose violazioni, delle prescrizioni imposte dal giudice. Lo scorso 6 settembre il giovane nelle prime ore del mattino sarebbe andato in casa della ex compagna e l’avrebbe aggredito. I poliziotti hanno incontrato per strada la vittima in lacrime con il viso insanguinato e con varie ecchimosi.

La donna ha detto di essere stata picchiata violentemente dal 28enne palermitano, suo ex compagno che, allontanatosi dal suo domicilio, avrebbe scavalcato il cancello e si sarebbe introdotto presso la sua abitazione e l’avrebbe colpita con calci e pugni. Portata in ospedale i medici le hanno dato una prognosi di 7 giorni. Da qui la decisione del gip di aggravare la misura e portare in carcere il giovane.

Arrestata e condotta nel carcere di Messina dai carabinieri di Caltanissetta, una donna di 36 anni deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e rapina ai danni dei genitori.

Evade dalla comunità e rapina i genitori, arrestata

Originaria della provincia di Messina, la donna aveva optato per i domiciliari nella comunità terapeutica «La Ginestra» di Caltanissetta, ma è evasa abbandonando il programma riabilitativo per la disintossicazione da sostanze stupefacenti. Il gip del tribunale di Patti (ME) Eugenio Aliquò ha disposto per lei il carcere, emettendo un ordine di cattura.

La donna è accusata di avere maltrattato i propri genitori, entrambi disabili – il padre quasi cieco e la madre affetta da
una grave depressione e decadimento cognitivo – mantenendo nei loro confronti un atteggiamento aggressivo, violento e di totale disprezzo, non contribuendo in nessuna maniera ai bisogni della propria famiglia e trascorrendo le sue giornate a letto o
rientrando la sera tardi sotto effetto di stupefacenti.

La trentaseienne li avrebbe ingiuriati più volte con epiteti come “non vali una lira”, minacciati di morte e in più avrebbe estorto loro denaro quasi quotidianamente. I due anziani sarebbero stati anche rapinati dalla figlia che colpendoli con schiaffi e pugni, e afferrandoli al collo, li ha costretti a consegnare i soldi per potere acquistare sostanze stupefacenti.

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