L’area dell’ex Gasometro Remo Sandron, abbandonata da decenni tra il Borgo Vecchio e l’Ucciardone, a Palermo, diventerà un centro d’innovazione con un giardino aperto gratuitamente ai cittadini. L’investimento, oltre 1,6 milioni di euro, è interamente a carico dei privati, senza oneri per il bilancio comunale. Lo prevede la delibera con cui la Giunta di Palermo ha riconosciuto l’interesse pubblico del progetto.
Cosa sorgerà nell’ex sito industriale
Il progetto trasforma i 2.200 metri quadri dell’area, composta dal gasometro storico e da due edifici, in un hub chiamato M.I.C. – Mezzogiorno Innovation Center. Nel gasometro troveranno posto un giardino verticale esterno, spazi di co-working, un’area di prototipazione con stampa 3D, una sala per la produzione di contenuti multimediali e un’area per expo ed eventi con una tendostruttura removibile.
Il primo dei due edifici ospiterà una cucina con 50 coperti e un lounge bar con ristorante; il secondo una piccola foresteria con tre camere. All’esterno è previsto un giardino pubblico gratuito, con parco giochi e percorsi accessibili.
Tutti gli interventi sono reversibili, senza consumo di nuovo suolo né aumento di cubatura, con il recupero conservativo degli edifici storici.
Chi realizza il progetto e cosa avrà in cambio la città
L’area è di proprietà di AMG Energia, società in house del Comune, che ne ha concesso l’uso. Il progetto è promosso dall’associazione culturale palermitana ZiZ – Il Fiore dell’Arte, concessionaria dell’area, con il coinvolgimento di TMP Group, PMI innovativa quotata su Euronext Growth Milan e partner tecnologico dell’operazione.
In cambio, la convenzione prevede una serie di servizi per il Comune e i cittadini: cinque giornate all’anno di utilizzo degli spazi expo per iniziative istituzionali, due cicli di seminari per le imprese, tre eventi stagionali gratuiti, oltre all’apertura gratuita del giardino pubblico e del parco giochi.
Perché l’uso dell’area è solo temporaneo
Il riconoscimento dell’interesse pubblico è il presupposto per firmare la convenzione per l’uso temporaneo dell’area, che avrà una durata di cinque anni. Sarà quel documento a stabilire nel dettaglio le modalità di utilizzo, le garanzie e le condizioni di ripristino finale. Gli uffici comunali proseguiranno intanto l’istruttoria tecnica e amministrativa.
Si tratta della prima applicazione a Palermo della normativa sugli usi temporanei brevi, che consente di sperimentare nuove funzioni su un’area dismessa senza modificarne la destinazione urbanistica. L’intervento rientra nelle linee guida del nuovo Piano Urbanistico Generale “Palermo +”, che individua l’ex Gasometro tra i siti da rigenerare nella strategia per il waterfront e il collegamento tra città e porto.
Cosa dicono il sindaco e l’assessore
Il sindaco Roberto Lagalla ha commentato: “Con questo atto Palermo compie un passo importante verso la rigenerazione di uno dei siti di archeologia industriale più significativi della città, restituendo alla comunità uno spazio abbandonato da decenni e trasformandolo in un presidio di innovazione, cultura e socialità. Desidero ringraziare il Consiglio comunale che, con l’apposito ordine del giorno, ha reso possibile per il Comune di Palermo una prima applicazione sperimentale della normativa sugli usi temporanei brevi: un impegno che oggi si traduce in un progetto concreto, capace di coniugare tutela della memoria industriale, sostenibilità ambientale e sviluppo economico. È un modello che ci auguriamo possa essere replicato per altri immobili dismessi della città, sempre nel rispetto del riconoscimento dell’interesse pubblico dell’iniziativa”.
L’assessore alla Rigenerazione Urbana Maurizio Carta ha aggiunto: “Il Gasometro Remo Sandron torna a vivere come simbolo di una Palermo che rigenera senza consumare nuovo suolo, restituendo identità e funzione a un manufatto storico attraverso un progetto reversibile, sostenibile e aperto alla città. Il futuro Mezzogiorno Innovation Center non sarà soltanto uno spazio di co-working e innovazione, ma un vero e proprio hub di comunità, con un giardino verticale che diventerà un nuovo landmark del connesso waterfront palermitano. È un intervento coerente con la visione delle Direttive Generali del nuovo PUG di Palermo, le quali indirizzano il futuro della città verso la rigenerazione urbana, l’inclusione sociale e l’attrazione di nuovi talenti per contrastare la fuga di competenze dal Mezzogiorno”.






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