Un falso messaggio della protezione civile sta amplificando la fobia per l’allarme legionella. La paura corre sui social alla velocità delle fake news.
Dopo l’emergenza delle ultime settimane, che ha avuto pesanti ripercussioni in alcune scuole e uffici pubblici, circola su WhatsApp e Telegram un “avviso alla popolazione” diramato dalla Protezione civile che inviterebbe i cittadini, con tanto di elenco dei quartieri interessati, a non utilizzare l’acqua del rubinetto per evitare rischi inutili. Peccato che, come confermato sia dalla Protezione civile regionale che dal Comune, si tratti di una bufala.
Nel messaggio che da giorni rimbalza da uno smartphone all’altro, lungo tutta la città, si parla di un “invito a non utilizzare, per nessun motivo, l’acqua del rubinetto in quanto è stato rilevato il batterio della legionella in diverse zone di Palermo, principalmente nella zona orientale della città, e nelle zone extraurbane limitrofe alla zona orientale e meridionale”. Il testo, dopo l’elenco di dieci quartieri, si conclude così: “Nuove disposizioni saranno date a breve dalla Protezione civile via canali ufficiali”.
Dopo i primi casi, che hanno interessato alcuni istituti scolastici Virgilio Marone, Tomaselli e Trincia, ne sono stati rilevati altri nella zona di viale Campania, che ha reso necessario chiudere temporaneamente l’assessorato regionale all’Energia, e gli uffici della Sispi. “Si attivi lo smart working per i lavoratori”, hanno chiesto i sindacati. Quindici giorni fa l’Amap, alla luce dei problemi che hanno interessato le scuole, aveva effettuato delle analisi sulla rete idrica che non avrebbero evidenziato “alcuna anomalia”.
Il sindaco Roberto Lagalla ieri ha deciso di convocare un tavolo a Palazzo Palagonia per concordare una strategia per fermare l’emergenza. “Tra le iniziative concordate, Asp, Amap e università – ha spiegato il primo cittadino – stanno elaborando un manuale che conterrà ulteriori linee guida per la corretta manutenzione degli impianti idrici, con indicazioni operative che saranno prossimamente trasmesse alle scuole. È fondamentale ricordare che la legionella può proliferare negli impianti idrici in presenza di condizioni favorevoli, in particolare dove l’acqua ristagna e le temperature sono adeguate alla moltiplicazione del batterio”.
Secondo l’Asp, che ha avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti dei pazienti che hanno contratto la legionellosi e verificare la presenza di fattori di rischio comuni, i casi registrati nel 2026, tra Palermo e provincia, sono stati finora 53. Nello stesso periodo del 2025, i casi complessivamente segnalati e inseriti nell’apposita piattaforma gestita dal ministero della Salute, sono stati 64.



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