Servirebbero almeno 100 conducenti per garantire ai cittadini un servizio più efficiente, per l’Amat, inoltre, c’è la necessità di un piano di risanamento, dopo la perdita di 6 milioni di euro nel 2018 ma anche un nuovo contratto di servizio, il piano industriale, la ricapitalizzazione, la riorganizzazione del personale. A chiederlo sono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti. Queste richieste saranno ufficialmente presentate al presidente della municipalizzata, Michele Cimino, il prossimo 9 aprile nel corso di un vertice con l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania.

I conti in rosso dell’azienda sono al centro delle preoccupazioni dei sindacati. “Con il bilancio comunale del 2017 – affermano Franco Mineo Filt Cgil, Salvatore Girgenti Fit Cisl e Franco Trupia Uiltrasporti -, il capitale sociale è sceso di 50 milioni di euro e si è ridotto a 35, serve subito una ricapitalizzazione per garantire la sopravvivenza di Amat e un nuovo contratto di servizio che tenga conto dei costi del tram”.

I sindacati chiedono inoltre, un piano di riqualificazione del personale e un piano assunzioni, dato che fra pensioni con la Legge Fornero e quota 100 andranno via entro dicembre circa 45 lavoratori fra autisti e addetti all’officina. “Se dall’incontro non otterremo una risposta efficace – annunciano le sigle sindacali che chiedono anche l’intervento dell’assessore al Bilancio Roberto D’Agostino -, saremo costretti ad avviare lo stato di agitazione e una mobilitazione per salvare il futuro di Amat, dei lavoratori e dei servizi per i cittadini”.

Per Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti è assurdo che 50 nuovi bus restino fermi in deposito per la mancanza di autisti. “Un problema – affermano – che potrebbe essere affrontato richiamando intanto gli interinali, e da questo dipende l’efficienza del servizio”. Altro punto sul tavolo che verrà posto dai sindacati riguarda “la necessità di potenziare con il personale i servizi che garantiscono incassi all’azienda, dalle strisce blu, alla vendita di biglietti fino alla verifica sui mezzi. Nel tempo infatti molti ausiliari del traffico sono stati spostati negli uffici, e questo ha comportato una riduzione delle unità di questi servizi, che non fa altro che penalizzare dal punto di vista economico l’Azienda, riducendo i ricavi”.