“Mi piace pensare che questa sia l’occasione per ricucire un rapporto con un quartiere abbandonato da quarant’anni”. Fabrizio Ferrandelli, l’assessore alla casa del Comune di Palermo che da due notti dorme dentro una casa popolare del quartiere Zen non vuole che l’iniziativa del Presidio Civico diventi una ulteriore occasione di scontro fra la città ed il suo più famoso quartiere periferico, proprio lo Zen.

Amministrazione e città devono ricucire il loro rapporto con lo Zen

Lo dice a chiare lettere in una dichiarazione a BlogSicilia nella quale si supera il fatto di cronaca per guardare al fatto politico e sociale “Mi piace pensare che questa non sia solo l’occasione per ristabilire la legalità. L’Amministrazione comunale e la città di Palermo devono ritrovare la voglia di ricucire il rapporto con un quartiere abbandonato da quant’anni. Si può uscire da questa situazione tutti insieme dandoci la mano” dice.

I segnali di cambiamento

I segnali di cambiamento già ci sono dopo soli due giorni e mezzo. Lo pensa Ferrandelli che vede nel gesto di questa mattina da parte dei vicini di casa di “portare il caffè” già un segnale importante.

Non lo dice nella dichiarazione ma il caffè a Palermo non è solo un caffè. E quel caffè significa molto. E’ un gesto di condivisione, un gesto di speranza, un gesto di supporto. Un segnale che il quartiere risponde quando capisce di non essere marginalizzato, additato o lasciato solo a se stesso.

Non contro, ma per il quartiere

Non un presidio contro il quartiere ma per il quartiere è il messaggio che si vuole mandare. Le regole servono a tutti, il controllo sulle case deve detenerlo l’amministrazione pubblica e non il racket della abitazione. Oggi succede allo Zen ma nelle scorse settimane è successo anche in altri tre quartieri. In un caso un immobile è stato devastato pur di impedirne la legittima assegnazione. Quell’immobile è stato ristrutturato e assegnato ugualmente.

Allo Zen, comunque, il presidio continuerà fino all’assegnazione della casa e probabilmente anche dopo fino alla normalizzazione della situazione.