“Fino al 1943, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, ogni casa siciliana con un picciliddro si popolava di morti familiari. Non fantasmi spaventosi, ma quelli delle fotografie in salotto, con il vestito buono stirato a regola d’arte… e sotto il letto un cesto di vimini che i morti riempivano di dolci e giochi.”
Così, nei ricordi più belli della nostra Sicilia, i bambini vivevano l’attesa come un sogno: il profumo dei mustazzoli, i pupi di zucchero, i trenini e le bambole di pezza diventavano il segno tangibile dell’amore che attraversa il tempo. Ogni anno, questa tradizione rivive nelle case, nei vicoli, nei cuori. È un filo invisibile che lega generazioni, affetti, memoria e storie personali, fatte di zucchero e tenerezza.
La festa, non soltanto la tradizione
Non è soltanto la commemorazione dei morti: è la Festa dei Morti, la festa della vita che continua.
Non vedo l’ora di guardare gli occhi di Totuccio quando scoprirà il cannistro pieno di leccornie: la meraviglia nei suoi occhi è il dono più grande.
E ne preparerò altri per i bambini che non hanno nonni, perché nessuno resti senza una carezza d’amore, senza un dolce o un piccolo giocattolo che racconti la magia di questa notte.
Così come facevano i miei nonni, che portavano i regali di nascosto, e noi, prima di dormire, li cercavamo con il cuore colmo di speranza. E nella notte… accadeva il miracolo.
Il legame con i nostri valori
I racconti ci parlano del profondo legame con i nostri valori: la famiglia, la memoria, le radici che costituiscono l’anima della nostra cultura. È l’attaccamento a questi valori che ci rende custodi di una storia che va oltre l’effimero. È la coscienza di ciò che siamo, radicata in ciò che furono i nostri padri, le nostre madri e i nostri nonni.
Di fronte a una globalizzazione che tenta di imporre nuovi rituali e nuove abitudini, sentiamo forte il dovere di custodire e tramandare sapori, tradizioni, e persino le innocenti attese dei bambini che aspettano di scoprire la loro sorpresa. Celebriamo ciò che ci rende unici.
La Sicilia, un’Isola dell’anima
La Sicilia non è solo un’isola geografica, ma un’isola dell’anima: fatta di solidarietà, rispetto, senso del sacro e del quotidiano. È in questi valori che troviamo la forza di preservare la nostra unicità.
Celebriamo questa eredità con orgoglio, con la voce della nostra terra che risuona forte.
Totò Cuffaro






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