Il giornalismo enogastronomico prova a cambiare punto di osservazione. Dal 2 al 4 ottobre Galati Mamertino e Longiospiteranno l’undicesima edizione del Festival del Giornalismo Enogastronomico, costruita quest’anno attorno a una formula che porta giornalisti, creator e comunicatori direttamente nei luoghi della produzione.
La novità non riguarda soltanto l’allargamento del Festival da Galati a Longi. Cambia soprattutto il metodo. Aziende agricole, filiere produttive, paesi e comunità diventano parte del lavoro giornalistico. Gli incontri pubblici resteranno, ma si intrecceranno con visite nelle aziende, degustazioni, libri, interviste, podcast, fotografie e video realizzati durante i tre giorni.
Dietro questa impostazione c’è anche una domanda che riguarda l’intero settore dell’informazione: chi racconta oggi il cibo e con quali regole? Il confine tra contenuto giornalistico, promozione e comunicazione commerciale è diventato sempre meno netto con la crescita dei social network e dei creator. Il Festival metterà attorno allo stesso tavolo professionalità diverse per affrontare il tema della credibilità delle fonti e del peso che le piattaforme digitali esercitano sulla scelta di prodotti e destinazioni.
Dalle filiere del Suino Nero all’olio, il territorio entra nel programma
Il programma punta sulle produzioni dei Nebrodi. Una parte delle attività sarà dedicata al Suino Nero dei Nebrodi, mentre il settore olivicolo sarà affrontato attraverso un percorso sull’olio e sulla molitura delle olive con Manfredi Barbera. La Fondazione Celestino Drago seguirà invece un approfondimento sul ciclo del grano.
Il punto non sarà soltanto degustare i prodotti. Le visite serviranno a entrare nei processi produttivi e a raccontare le condizioni nelle quali lavorano agricoltori e imprese delle aree interne. Al centro ci saranno i costi della distanza dai grandi mercati, l’innovazione, il rapporto con il paesaggio e la capacità dell’agroalimentare di generare nuova economia. Il Festival utilizzerà anche la formula dell’Aperilibro. Tra gli appuntamenti figurano Gianfranco Marrone, semiologo e studioso dei linguaggi del cibo, con il volume “Linguaggi dell’enogastronomia”, e Giacomo Di Girolamo. Il cibo verrà quindi affrontato non soltanto come prodotto, ma anche come linguaggio, rappresentazione e identità.
Una parte consistente del programma si sposterà a Longi. Qui il confronto si allargherà ai problemi delle aree interne: spopolamento, rarefazione dei servizi e necessità di creare nuove occasioni di lavoro. Ambiente, agricoltura, cultura ed enogastronomia verranno messi alla prova come possibili leve di sviluppo.È previsto anche un momento dedicato al pensiero e all’eredità di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e alla relazione costruita negli anni tra cibo, biodiversità e comunità locali.
Dall’informazione all’economia, il nodo è la tenuta delle aree interne
La dimensione economica attraverserà buona parte degli incontri. I confronti coinvolgeranno istituzioni, giornalisti, sistema bancario e organizzazioni territoriali sui temi dell’accesso al credito, dell’innovazione, del sostegno alle imprese e delle politiche pubbliche per le aree interne. Sono annunciati rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, del Parco dei Nebrodi, dell’Ordine dei giornalisti, del Corecom Sicilia e delle organizzazioni impegnate nello sviluppo del comprensorio.
Il nodo va oltre l’enogastronomia. I piccoli centri siciliani devono capire se la valorizzazione delle produzioni locali può tradursi in imprese più solide, lavoro e permanenza delle persone sul territorio. È su questo terreno che un evento dedicato al racconto del cibo acquista una dimensione politica ed economica.
Anche la scelta della “lentezza” assume quindi un significato meno folkloristico. In un sistema informativo dominato dalla pubblicazione continua, l’idea è recuperare il tempo della verifica, dell’osservazione e dell’incontro diretto con le fonti. Pranzi, cene e una cena diffusa legata ai prodotti locali diventeranno parte dello stesso percorso, mettendo in contatto ospiti, imprese e comunità. Il Festival è organizzato dall’Associazione culturale Network con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e realtà territoriali.






Commenta con Facebook