La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, avvia un nuovo intervento a Patti, nel Messinese, per la messa in sicurezza dell’area abitata di via Aldo Moro. Si tratta di una zona segnata da criticità strutturali e da un lungo stato di instabilità del terreno.
Il bando, pubblicato dagli uffici diretti da Sergio Tumminello, prevede un importo a base d’asta di 1,6 milioni di euro. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 6 maggio, data entro la quale le imprese interessate dovranno formalizzare la propria partecipazione.
Si avvia così a conclusione una vicenda annosa che interessa una porzione del centro abitato. L’area coinvolge le palazzine dell’Istituto autonomo case popolari sul lato valle e parte dei palazzi sul lato monte di via Aldo Moro.

L’intervento è atteso da tempo e punta a restituire la piena fruibilità dei luoghi. Il contesto resta delicato, con un versante che presenta un indice di pericolosità P3 e un livello di rischio R4, tra i più elevati nella classificazione nazionale.
Il versante presenta diverse criticità. Sono ancora ben visibili le crepe che si sono formate lungo i muri perimetrali delle palazzine Iacp. Segni evidenti si trovano anche sui muri di contenimento.
A questi si aggiungono gli avvallamenti della sede stradale, causati dal progressivo smottamento del terreno. Un fenomeno che negli anni ha inciso sulla stabilità dell’area e sulla sicurezza dei residenti.
Gli interventi previsti
L’intervento prevede l’esecuzione di lavori necessari al consolidamento e alla messa in sicurezza del sito. Sono incluse la demolizione e la ricostruzione delle infrastrutture lesionate.
Il progetto contempla anche la realizzazione di opere di regimazione idraulica, indispensabili per gestire le acque e ridurre le sollecitazioni sul terreno e la sistemazione di tutta la sede stradale e dei marciapiedi, fortemente compromessi dall’azione del dissesto in corso da anni.
È prevista inoltre la costruzione di tre paratie di sviluppo diverso, rispettivamente di 58, 141 e 19 metri. Le strutture avranno caratteristiche uguali e saranno sormontate da un cordolo, con funzione di contenimento e stabilizzazione del versante.






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