La dipendente addetta alle pulizia del Comune di Baucina (Palermo) timbrava in ciabatte e tuta, ma a pulire gli uffici erano il marito e i figli.

Dopo che la corte di Cassazione ha disposto il rinvio della sentenza il marito e i figli della donna, Vincenzo Orlando, Piersanti Orlando, Fabio Tiziano Orlando sono stati assolti dai giudici della quarta sezione della corte d’appello di Palermo, presidente Vincenzo Anania.

I tre imputati, difesi dagli avvocati Arturo impastato e Mario Di Trapani, erano stati condannati in primo e secondo grado per truffa a nove mesi. Anna Maria La Barbera, dipendente del Comune di Baucina era una furbetta del cartellino un po’ anomala: timbrava e tornava a casa invece di prendere servizio. A incastrare Anna Maria La Barbera, erano state le telecamere dei carabinieri.

Le immagini hanno accertato che in numerose occasioni coniuge e figli della dipendente assenteista si presentassero al municipio per fare pulizie in orario di chiusura. In questo modo tentavano di coprire la lavoratrice infedele. Per la donna la Cassazione aveva confermato la condanna a nove mesi per truffa ai danni dello Stato e falsa attestazione in servizio.