Valgono circa un miliardo di euro e dovrebbero servire alle forniture per gli ospedali  siciliani e la sanità in generale. Sono le gare d’appalto del settore salute in Sicilia. Fra il 2016 e il 2018 ne sono state bandite a decine per un importo complessivo che supera il miliardo di base d’asta anche se in fase assegnazione ci si attesterebbe ben al di sotto di  questo importo. Ma la maggior parte di queste gare sono ferme, bloccate da anomalie, sospetti e inchieste.

L’ultimo caso è soltanto di ieri quando la procura di Catania ha deciso l’arresto ai domiciliari del primario di Urologia dell’ospedale Vittorio Emanuele, Giuseppe Morgia, accusato di corruzione per l’appalto di bacino da 55 milioni di euro che avrebbe dovuto fornire tutti gli ospedali della Sicilia orientale di dispositivi urologici.

Con lui sono finiti sotto inchiesta in tanti. Qualcuno ai domiciliari come lui, altri sospesi dall’attività, altri ancora solo indagati. Adesso sotto accusa finisce l’intero sistema delle gare centralizzate. Un sistema introdotto durante la precedente legislatura allo scopo di risparmiare. Committenti centralizzati come grandi ospedali bandiscono la gara per la fornitura di interi settori. In questi caso erano i dispositivi urologici per tutti gli ospedali della Sicilia centro orientale ma ci sono gare di ogni sorta e in ogni area.

Se, però, gare centralizzate consentono risparmi consistenti, dall’altro lato attirano anche appetiti consistenti ed episodi corruttivi esponenziali. Nel caso di Catania, come in diversi altri, è tutto da dimostrare  e questo è compito della magistratura. Ma dalla Regione stanno analizzando la situazione, confermano la tolleranza zero nei confronti dei corrotti e annunciano costituzione di parte civile ma si sta anche valutando il ritorno a sistemi decentrati.

Piccole gare, forse, potrebbero attirare meno appetiti anche se resta il problema del controllo. Su qualche decina di grandi gare è possibile una verifica attenta, su centinaia di piccoli bandi i controlli diventano più difficile. Come sempre è nei dettagli che il diavolo, corruttore, si annida