Il futuro digitale entra allo Zen di Palermo. E porta con sé una sfida che va oltre la tecnologia: dare a tutti i giovani le stesse opportunità, indipendentemente dal quartiere in cui sono nati. È questa la scommessa di Generazioni digitali 2026, l’iniziativa promossa da Develhope che ha trasformato il quartiere in un luogo di incontro e confronto su innovazione, intelligenza artificiale e formazione.
Convegni, talk, panel e masterclass hanno coinvolto decine di studenti delle scuole medie e superiori, universitari e associazioni del territorio. Un’occasione per avvicinare i ragazzi alle nuove tecnologie, confrontarsi con esperti e imprenditori e sperimentare strumenti di intelligenza artificiale, imparando a conoscerne le potenzialità ma anche i rischi legati a un uso improprio dei social network e delle nuove applicazioni digitali.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha invitato i giovani a non subire passivamente la rivoluzione digitale, ma a imparare a governarla. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato il ruolo crescente della città, «sempre più attrattiva per i nomadi digitali».
Promossa da Develhope, la manifestazione ha coinvolto le realtà associative del quartiere e gli istituti scolastici Giovanni Falcone e Leonardo Sciascia, con attività rivolte sia agli studenti sia agli insegnanti.
Nel pomeriggio, al Teatro della Chiesa di San Filippo Neri, è intervenuto l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo. «Parlare di intelligenza artificiale nel quartiere Zen di Palermo ha un significato che va oltre la tecnologia. Significa affermare che il futuro non può essere riservato soltanto a chi nasce e cresce nei contesti più favoriti», ha dichiarato.
“È proprio nei quartieri dove le difficoltà sociali ed economiche sono maggiori che dobbiamo investire con più determinazione nell’istruzione, nella formazione e nella conoscenza. Nessun ragazzo deve sentirsi escluso dalle trasformazioni che stanno cambiando il mondo”.
Tamajo ha ricordato l’impegno della Regione Siciliana per sostenere innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze, rafforzando il rapporto tra università, ricerca e imprese. Un percorso che, ha sottolineato, deve accompagnarsi a investimenti educativi e sociali per evitare che il progresso tecnologico allarghi le distanze tra territori e generazioni.
“Per riuscirci dobbiamo coinvolgere le scuole, le parrocchie, le associazioni e tutte le realtà che ogni giorno lavorano sul territorio. Lo Zen non deve essere raccontato soltanto attraverso le sue difficoltà, ma anche attraverso le capacità, i talenti e le aspirazioni dei suoi giovani. Perché il progresso è davvero tale soltanto quando riesce a raggiungere anche chi rischia di rimanere indietro”, ha concluso.
All’incontro ha partecipato anche Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia, che ha richiamato la necessità di ricucire le fratture sociali e territoriali della città, facendo leva anche sulle opportunità offerte dalla tecnologia.
“La prima cosa da fare è ricucire la città ed è importante farlo attraverso gli strumenti, anche tecnologici, che oggi abbiamo a disposizione. Così potremo migliorare la qualità sociale di chi vive nei nostri quartieri, pensando soprattutto alle giovani generazioni, che rappresentano la risorsa più importante che abbiamo”, ha affermato Cracolici.



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