Giuseppe Paterna è il nuovo presidente della Piccola Industria di Sicindustria Palermo. Lo ha eletto oggi l’assemblea dei soci e resterà in carica per il quadriennio 2026-2030.

Chi è il nuovo presidente

Classe 1984, imprenditore e manager del gruppo Fortezzza, Paterna vanta una consolidata esperienza nella gestione aziendale e nell’attività associativa. Componente del Consiglio generale di Sicindustria, ha già ricoperto incarichi all’interno del movimento dei Giovani Imprenditori. Il nuovo presidente guiderà la Piccola Industria di Palermo con l’obiettivo di dare maggiore forza e rappresentanza alle PMI, accompagnandole nei percorsi di crescita, innovazione e sviluppo. Al centro dell’azione associativa ci saranno il sostegno agli investimenti, la valorizzazione dei giovani e delle competenze, l’accesso al credito e il miglioramento delle condizioni in cui le imprese operano.

Le prime parole dopo l’elezione

“Ringrazio i colleghi imprenditori per la fiducia che hanno voluto accordarmi e tutti i componenti dell’assemblea che hanno sostenuto questa candidatura – ha detto Paterna –. Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo al presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, per la vicinanza, la fiducia e il lavoro svolto in questi anni a favore del nostro sistema produttivo. Assumo questo incarico con spirito di servizio e con la convinzione che la Piccola Industria debba essere sempre più protagonista delle politiche di sviluppo del territorio. Le nostre PMI rappresentano un patrimonio straordinario di competenze, capacità di innovazione e coesione sociale. Lavoreremo per rafforzarne la competitività, accompagnarle nei percorsi di crescita e investire sui giovani e sul capitale umano, consolidando il ruolo della rappresentanza quale interlocutore autorevole e propositivo nei confronti delle istituzioni”.

L’accoglienza del Presidente di Sicindustria Rizzolo

“A Giuseppe Paterna – ha commentato il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo – rivolgo le mie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro. La sua esperienza imprenditoriale e il percorso maturato all’interno del sistema associativo rappresentano una garanzia per la Piccola Industria di Palermo. Sono certo che, insieme, continueremo a lavorare per rendere le nostre imprese sempre più competitive, innovative e protagoniste dello sviluppo economico e sociale del territorio”.

L’idea di Paterna “Piccola Industria come strumento concreto”

“La Piccola Industria deve tornare a essere percepita come uno strumento utile, concreto, quotidiano”, afferma Paterna. “Non un luogo formale, ma una casa comune in cui gli imprenditori possano trovare ascolto, confronto, relazioni e soluzioni. Le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura dell’economia palermitana e siciliana. Il nostro compito è trasformare questa forza diffusa in una voce più autorevole, più organizzata e più capace di incidere”.

Rappresentanza non solo nelle emergenze

Al centro della visione di Paterna c’è l’idea di una rappresentanza che non si limiti a intervenire nei momenti di emergenza, ma che costruisca metodo, programmazione e continuità. “Le PMI”, sostiene, “hanno bisogno di essere accompagnate nei processi di crescita, nell’accesso agli strumenti finanziari, nella formazione delle competenze, nella sostenibilità, nella digitalizzazione, nel rapporto con la pubblica amministrazione e nel passaggio generazionale”. Temi diversi, ma legati da un’unica esigenza: aiutare le imprese a non restare sole. “L’imprenditore piccolo o medio spesso affronta problemi enormi con strutture limitate”, sottolinea Paterna. “Deve occuparsi di produzione, personale, credito, burocrazia, innovazione, mercati, sicurezza, sostenibilità. È qui che un’associazione datoriale può fare la differenza: non sostituendosi all’impresa, ma creando condizioni migliori perché l’impresa possa lavorare, crescere e competere”.

Ascolto tramite tavoli permanenti

La missione che Paterna immagina per la Piccola Industria di Sicindustria Palermo parte dunque dall’ascolto. Un ascolto non episodico, ma organizzato attraverso tavoli permanenti, incontri territoriali, momenti di confronto tra settori diversi e un dialogo costante con le istituzioni locali e regionali. La priorità è far emergere i bisogni reali delle imprese, trasformandoli in proposte, iniziative e percorsi condivisi. Dalla semplificazione amministrativa ai tempi dei pagamenti, dal credito alle misure agevolative, dalla formazione tecnica alla carenza di manodopera qualificata, la Piccola Industria può diventare il luogo in cui le criticità individuali si trasformano in una piattaforma comune. “Vorrei una Piccola Industria capace di ascoltare prima di parlare”, dice Paterna. “Solo partendo dai problemi veri delle aziende possiamo costruire un’agenda credibile. Dobbiamo essere presenti sui temi concreti: accesso al credito, costi energetici, competenze, rapporti con la pubblica amministrazione, legalità, infrastrutture, innovazione. Ma dobbiamo farlo con un approccio pragmatico, senza slogan e senza distanza dalla realtà quotidiana delle imprese”.

La cultura manageriale

Un altro asse centrale del programma riguarda il rafforzamento della cultura manageriale nelle PMI. Per Paterna, molte aziende del territorio hanno competenze tecniche, capacità produttiva, relazioni consolidate e grande conoscenza del mercato, ma spesso faticano a compiere il salto verso modelli organizzativi più strutturati. La Piccola Industria può svolgere un ruolo decisivo nel promuovere percorsi di formazione per imprenditori e collaboratori, favorendo l’adozione di strumenti di controllo, pianificazione, rendicontazione, gestione del personale e innovazione dei processi.

“Non possiamo pensare che la competitività dipenda solo dalla qualità del prodotto o dal sacrificio personale dell’imprenditore”, osserva Paterna. “Oggi servono organizzazione, dati, competenze,
capacità di programmare. La piccola impresa non deve perdere la propria identità, ma deve dotarsi di strumenti più evoluti. L’associazione può aiutare questo percorso, mettendo in rete esperienze, professionisti, università e imprese che hanno già affrontato determinate trasformazioni”.

Il tema generazionale

In questa prospettiva, il tema generazionale assume un valore strategico. Palermo e la Sicilia hanno un tessuto produttivo composto da molte aziende familiari che nei prossimi anni dovranno affrontare o completare il passaggio tra generazioni. Un momento delicato in cui si decide il futuro di competenze, posti di lavoro, relazioni industriali e patrimonio imprenditoriale. Paterna, da giovane imprenditore alla guida di una realtà familiare, considera questo uno dei punti più importanti del suo percorso associativo.

“Il  passaggio generazionale non può essere lasciato alla buona volontà delle singole famiglie”,
afferma. “È una questione economica e sociale. Quando un’azienda non riesce a superare questa fase, non perde solo una famiglia imprenditoriale: perde il territorio. Si perdono lavoro, competenze, fornitori, clienti, storia. La Piccola Industria deve aprire un confronto serio su questo tema e accompagnare le imprese con strumenti adeguati”.

La sostenibilità

Accanto al passaggio generazionale, Paterna indica la sostenibilità come una delle sfide decisive per le PMI. Non come obbligo formale o come elemento comunicativo, ma come fattore di competitività. La transizione ambientale, energetica e sociale sta modificando le catene del valore, il rapporto con il credito, la partecipazione ai bandi, le relazioni con i grandi committenti e la reputazione delle aziende. Per questo anche le piccole imprese devono essere messe nelle condizioni di comprendere e applicare criteri ESG, modelli di rendicontazione e pratiche organizzative coerenti con le nuove richieste del mercato. “La sostenibilità non deve essere vissuta come un peso burocratico”, spiega Paterna che con la sua azienda pubblica ogni anno il bilancio di sostenibilità, “deve diventare una leva per migliorare l’impresa. Ma per farlo servono accompagnamento, formazione e strumenti accessibili. Non tutte le PMI hanno uffici dedicati o risorse interne specializzate. Una Piccola Industria moderna deve aiutare le aziende a tradurre questi temi in azioni possibili, misurabili e utili”.

Imprese come luogo dove costruire futuro e territorio

Il percorso che Paterna propone guarda anche al rapporto tra imprese e territorio. Per il nuovo presidente, la Piccola Industria deve rafforzare il dialogo con scuole, università, ordini professionali, enti locali e mondo della formazione. La distanza tra domanda e offerta di lavoro, la difficoltà nel reperire profili tecnici, la necessità di orientare i giovani verso le professioni industriali e artigiane qualificate sono questioni che incidono direttamente sulla competitività delle imprese. Da qui l’idea di costruire un ponte più stabile tra sistema produttivo e sistema educativo.

“Dobbiamo tornare a raccontare ai giovani che l’impresa è un luogo in cui si costruisce futuro», dice Paterna. «Molti settori soffrono perché mancano competenze tecniche, ma anche perché non riusciamo sempre a comunicare il valore del lavoro produttivo, della specializzazione, della responsabilità. La Piccola Industria può avere un ruolo importante nel collegare scuole, università e aziende, creando percorsi concreti e occasioni di orientamento”.

Una rete contro l’isolamento

Un ulteriore punto riguarda la capacità di fare rete. Per Paterna, il limite di molte PMI non è la mancanza di qualità, ma l’isolamento. La dimensione ridotta può diventare un punto di forza se inserita dentro relazioni stabili, collaborazioni di filiera, progettualità comuni e percorsi condivisi di innovazione. Sicindustria Palermo, attraverso la Piccola Industria, può diventare una piattaforma in grado di mettere in connessione aziende complementari, favorire partenariati e costruire massa critica su temi che da soli sarebbero difficili da affrontare.

“La piccola impresa non deve essere lasciata sola davanti alle grandi transizioni”, aggiunge Paterna. “Fare rete non è una formula astratta: significa condividere informazioni, accedere insieme a opportunità, presentarsi con più forza ai tavoli istituzionali, costruire filiere più solide. La Piccola Industria può diventare il motore di questo processo”.

Paterna arriva, così, in un momento in cui le PMI palermitane sono chiamate a confrontarsi con sfide complesse: il costo del denaro, l’accesso al credito, la burocrazia, la transizione energetica, la ricerca di competenze, la digitalizzazione, l’evoluzione dei mercati e la necessità di attrarre giovani talenti. In questo scenario, la presidenza della Piccola Industria non viene interpretata come una carica di rappresentanza formale, ma come una responsabilità di servizio.

La storia di Fortezzza

Il nuovo presidente della Piccola industria di Sicindustria Palermo è l’esponente di terza generazione di una famiglia di imprenditoriale. L’azienda Fortezzza nasce nel 1980 da un’idea del nonno Giuseppe Paterna, fondatore di una famiglia che seguirà questo percorso con altre due generazioni. All’inizio la produzione si concentra sulle porte blindate, introdotte proprio da Fortezzza sul mercato locale, e continua con la produzione di serramenti in alluminio e porte in legno. In poco tempo l’azienda diventa un punto di riferimento per la Sicilia occidentale nella fornitura di porte, sistemi di blindatura, e infissi.

Fortezzza si evolve insieme al mercato delle costruzioni e dell’edilizia palermitana e, con l’ingresso negli anni ‘90 della seconda generazione rappresentata dall’ingegnere Giovanni Paterna, (padre di Giuseppe) viene avviata una razionalizzazione della produzione e una definizione di accordi commerciali con importanti aziende siciliane. In quegli anni l’azienda scommette sul profilo in PVC, introducendolo con enorme successo sul mercato locale.

Dopo un intenso percorso di formazione cominciato già nei primi anni 2000, Giuseppe Paterna, nipote e omonimo del fondatore, nel 2020 formalizza la sua posizione alla guida dell’azienda. La terza generazione mostra una visione imprenditoriale attenta e responsabile, che unisce i valori dell’azienda familiare a un coraggioso cambio di marcia. Si avvia così un percorso di crescita e riqualificazione dei processi di lavoro, che si sviluppa anche stingendo importanti collaborazioni con architetti e ingegneri e avviando accordi con brand nazionali ed esteri per la fornitura di prodotti tecnologicamente avanzati e altamente prestazionali da un punto di vista termico ed acustico. Negli ultimi anni l’azienda si espande in termini di offerta e di fatturato raggiungendo numeri significativi anche a livello nazionale e si rivolge al mercato non solo come esperto in articoli e tecnologie legati alla sicurezza, ma anche come unico partner che affianca progettisti e committenti nei loro piani di ristrutturazione. Fortezzza è rivenditore esclusivo di eccellenze internazionali e made in Italy, per garantire alla propria clientela innovazione, performance ed ecosostenibilità, puntando sul valore aggiunto della qualità dei servizi e della specializzazione tecnica certificata. Questa nuova visione imprenditoriale si esprime anche con la definizione della nuova immagine aziendale, avviata nel 2023 in coerenza con l’evoluzione strutturale del gruppo.
Un percorso virtuoso che corrisponde anche all’acquisizione dei principali traguardi in termini di sostenibilità. Nel 2024 l’azienda ottiene il riconoscimento dello Score ESG “B”, che premia l’impegno aziendale verso una gestione responsabile e sostenibile, in linea con le best practice nazionali e internazionali. Da anni inoltre, Fortezzza investe le sue energie nell’impegno per il sociale, contribuendo a numerose opere e attività a beneficio della collettività, in un rapporto di stretta collaborazione sia con il Comune di Palermo che con associazioni no profit.