La Democrazia Cristiana in Sicilia prova a uscire dall’angolo e trovare un equilibrio nel dopo Totò Cuffaro. Il segretario regionale del partito, Stefano Cirillo, teoricamente sospeso con un provvedimento del commissario nazionale Samorì reggente del partito dopo le dimissioni di Cuffaro, in bilico fra lo scontro frontale e l’addio, sceglie una terza via: dimissioni e tre commissari per portare fino al congresso.
La Dc affidata a tre commissari
Così la democrazia Cristiana convocherà il Congresso Regionale il 13 giugno 2026, occasione nella quale verranno rinnovate tutte le cariche del partito. Sarà affidata a tre Commissari l’organizzazione del Congresso.
“Dopo una fase complessa – dichiara Stefano Cirillo, segretario regionale della DC – è giunto il momento di rilanciare con forza l’azione politica. Un percorso che non può che passare dal Congresso regionale, luogo naturale di confronto e di partecipazione, per valorizzare elementi di novità e avviare una vera rigenerazione del partito”.
La scelta delle dimissioni
Il Segretario regionale ha definito ufficialmente la sua dimissione una scelta ispirata a coerenza e dignità politica.
«Le donne, gli uomini e i giovani della Democrazia Cristiana lavorano ogni giorno al servizio
delle comunità, con serietà e perseveranza, anteponendo il noi all’io, nel segno della legalità, della coerenza e del rispetto delle istituzioni”.
I rapporti con governo e maggioranza
“Il lavoro svolto fin qui dai nostri deputati all’Assemblea Regionale Siciliana è stato serio ed efficace. Desidero ribadire – prosegue Cirillo – che, alla luce della compattezza dimostrata da tutti i nostri parlamentari, i quali hanno confermato anche oggi la volontà di continuare a rappresentare uniti la Democrazia Cristiana, e in relazione ai rapporti con il Governo e con la maggioranza regionale, sono state
registrate aperture significative che auspichiamo possano tradursi in risultati concreti”.
“Inizia una nuova fase che segnerà il rilancio in tutti i territori della Democrazia Cristiana che ribadisce così la propria autonomia, credibilità e volontà di rinnovamento”, conclude.






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