Gli uffici regionali del dipartimento Lavoro hanno completato l’istruttoria delle 43.880 istanze presentate dalle aziende siciliane per ottenere la Cassa integrazione in deroga.

L’annuncio nel pomeriggio da parte della Regione siciliana che finalmente, dopo oltre due mesi, ha completato il lavoro della cassa integrazione in deroga per l’emergenza covid19. Ma in serata arriva il giallo. I numeri della Regione non corrispondono con quelli dell’Inps che deve materialmente pagarla quella cassa integrazione. Ci sono 13.500 pratiche circa di differenza. 

Ma in realtà la differenza è più contenuta e lo spiega la Regione stessa.  “Dopo il tour de force delle ultime due settimane – con un cambio di passo imposto dal governatore Nello Musumeci e dall’assessore Antonio Scavone – la Regione ha trasmesso 31.791 pratiche all’Inps per il pagamento delle spettanze direttamente ai lavoratori. La parte restante – a seguito di difformità nella presentazione delle domande, rispetto alle specifiche richieste dell’Istituto di previdenza – necessita di un supplemento istruttorio, che la Regione ha già avviato da qualche giorno e finalizzato, ove possibile, al recupero del maggiore numero di istanze. Dunque ce ne sono ancora circa 12mila bloccate per un supplemento di istruttoria 

Ma c’è ancora un’altra differenza perchè l’Inps parla di 30.324, ancora 1400 pratiche in meno.

E non basta perchè di questi altri 638 sono stati già restituiti per difformità e ulteriori 408 lo saranno nelle prossime ore per un totale di ulteriori 1046 pratiche temporaneamente respinte che si aggiungo alle 1,.400 circa di differenza fra i dati regionali e quelli dell’Inps di cui non si conosce l’esito

Dei restanti decreti andati a buon fine ovvero 29.278 l’Inps fa sapere di aver compleato il lavoro e dunque è stato esitato il 100% ma gli autorizzati sono 28.319 ovvero il 96,72% mentre ci sono ancora un migliaio di decreti che non sono andati a buon fine  (Decreti con supplemento di istruttoria esattamente 959 ovvero il 3,28%

“Anche questo ultimo aggiornamento – sottolinea il Direttore regionale dell’Inps Maria Sandra Petrotta – conferma che le strutture dell’Istituto hanno garantito e continuano a garantire, anche in Sicilia, la più celere lavorazione dei decreti di Cassa integrazione in deroga effettivamente trasmessi dalla Regione, potendo, per quanto ovvio, giungere alla prevista autorizzazione, solo in presenza di tutti i requisiti previsti dalla vigente normativa che, ricordo, sono identici per tutto il territorio nazionale”.

Poi la nota dell’Istituto sui comunicati della Regione “Dagli ultimi comunicati appena diffusi – continua il Direttore regionale – apprendiamo che gli uffici regionali hanno completato l’esame di ben 43.880 istanze; è un dato senz’altro positivo, dal quale si ricava che nei prossimi giorni dovrebbero transitare nei nostri sistemi, all’incirca, altre 13.500 domande. Anche per queste siamo pronti a rispondere alla urgente domanda di servizio perché da tempo abbiamo predisposto ogni mezzo e risorsa utile allo scopo. L’auspicio – conclude il Direttore regionale – è, da un lato, quello di giungere presto alla completa trattazione di tutte le richieste effettivamente trasmesse dall’Amministrazione regionale e dall’altro, di ricevere il più ampio numero possibile di domande prive di difformità, in modo da poter dare presto e bene un sostegno fondamentale a tanti lavoratori ed alle loro famiglie”.

Intanto l’Ars ha deciso: nessuna censura all’assessore Antonio Scavone per i ritardi nella cassa integrazione in deroga. L’Assemblea regionale ha respinto la mozione, presentata dal M5s: 25 voti a favore e 34 contrari.

“Il ‘No’ dell’aula alla sfiducia a Scavone è un altro pugno in faccia ai siciliani – commentano i 5 stelle -. Si è persa un’occasione per dare un segnale e chiedere così scusa ai tanti lavoratori che hanno sofferto e stanno ancora soffrendo per gli inaccettabili ritardi delle procedure sulla cassa integrazione, dovuti ad un governo che ha brancolato nel buio e continua a farlo in quasi tutti i settori che amministra. La verità è che a casa non dovrebbe andare solo Scavone, ma anche e, soprattutto, Musumeci”.

“Questa mozione – concludono i deputati 5 stelle – ha avuto quantomeno il merito di far confrontare governo e parlamento su un’importante questione e quello di far tornare in aula Musumeci, che a questo punto faremo tornare a sala d’Ercole per una nuova mozione: quella di sfiducia nei suoi confronti”.

Ma a votare per la sfiducia è stato anche il Pd, l’altro partito d’opposizione principale “Abbiamo scelto di votare la mozione di censura nei confronti dell’assessore al Lavoro Antonio Scavone certi di interpretare il sentimento dei tantissimi lavoratori e cittadini siciliani che si sono sentiti abbandonati dal governo regionale” dice il capogruppo Pd all’Ars Giuseppe Lupo.
“Siamo arrivati con spirito laico pronti a sentire le ragioni che avevano causato i ritardi nell’erogazione della casse integrazione, con la speranza di assistere ad un’assunzione di responsabilità e di sentire parole di speranza per i lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione ed invece c’è stato il solito scaricabarile che tentava di attribuire le responsabilità al governo nazionale, alle procedure, al sistema informatico, alle linee guide. Il presidente Musumeci aveva assicurato il 7 maggio che entro pochi giorni sarebbero state evase tutte le pratiche, siamo a fine maggio ed ancora diecimila pratiche restano da esaminare. La causa di tutto questo è una sola: l’inadeguatezza politica di un governo che non ha saputo organizzarsi proprio su versante fondamentale come quello del sostegno ai lavoratori”.