I controlli delle forze dell’ordine per contrastare i roghi in Sicilia hanno portato a due interventi nelle ultime ore. I militari hanno individuato due presunti responsabili di incendi dolosi sia nel capoluogo sia nella provincia trapanese, bloccando l’azione distruttiva in un caso sul nascere e, nell’altro, notificando una misura cautelare dopo settimane di indagini.
La denuncia allo Zen di Palermo
A Palermo, una pattuglia della stazione di San Filippo Neri ha fermato un uomo di 49 anni nel quartiere Zen. I militari lo hanno notato nell’area verde tra via Gino Zappa e via Luigi Einaudi mentre utilizzava un pezzo di cartone per appiccare il fuoco ad alcune sterpaglie. L’intervento ha permesso di bloccarlo e di sequestrare l’accendino usato per l’innesco. I vigili del fuoco sono poi intervenuti per spegnere i focolai prima che potessero estendersi. L’uomo è stato denunciato a piede libero alla procura.
Gli arresti domiciliari per il rogo di Baia Santa Margherita
L’indagine sul grave incendio che il 2 giugno scorso ha devastato circa venti ettari di macchia mediterranea a Baia Santa Margherita ha portato a un arresto. I carabinieri della compagnia di Alcamo hanno notificato un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico a un uomo della zona, emessa dal giudice su richiesta della procura di Trapani. L’accusa contestata è di incendio boschivo aggravato dal danno a zone protette.
La dinamica dell’innesco nel trapanese
L’indagine è partita subito dopo il disastro, quando l’intervento di vigili del fuoco, corpo forestale e mezzi aerei era riuscito a contenere le fiamme. Alcuni testimoni avevano riferito di aver visto un uomo a bordo di un’auto lanciare un oggetto infiammabile dal finestrino direttamente verso la vegetazione. I successivi accertamenti hanno permesso di identificare il conducente e di raccogliere gli elementi utili alla misura cautelare. Il procedimento si trova adesso nella fase delle indagini preliminari.






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