La denuncia arriva dalla Cgil ed è allarmante ma l’ospedale smentisce e annuncia possibili querele.
La vicenda riguarda un cluster infettivo da Klebsiella multiresistente la cui presenza viene denunciata dalla Fp Cgil che parla di una infezione che ha coinvolto pazienti e operatori dell’ospedale Civico, presso l’unità operativa complessa nefrologia e dialisi con trapianto di rene. La Fp Cgil Palermo ha chiesto informazioni all’azienda sulle misure intraprese per garantire la sicurezza. E ha chiesto anche di conoscere se l’Unità dipartimentale di chirurgia dell’uremico disponga della dotazione organica prevista, in quanto al numero di medici, infermieri e operatori socio-sanitari.
Le dichiarazioni sindacali
“La trasparenza non può fermarsi a risposte di circostanza”, dice la Fp Cgil Palermo che ha inviato una nota al direttore generale dell’Arnas Civico Walter Messina e all’assessore alla Sanità Marcello Caruso chiedendo di rendere pubblici a lavoratori e sindacati i dati relativi alle misure di prevenzione adottate, al numero dei pazienti coinvolti dal cluster e di quelli che hanno sviluppato complicanze ed eventuali decessi correlati, e se siano emerse criticità organizzative, carenze di personale o errori nelle procedure.
“Scrivere di aver adottato le misure necessarie nel rispetto delle linee guida significa dire ciò che ogni azienda sanitaria è tenuta a fare ogni giorno – dichiara il segretario generale Fp Cgil Palermo Andrea Gattuso – Non basta richiamare procedure già note per spiegare un evento così grave. Ancor più sorprendente è che tutto questo sia accaduto dopo che il personale aveva recentemente partecipato ai corsi sulle infezioni correlate all’assistenza (ICA). È quindi legittimo chiedersi cosa non abbia funzionato”.
“Il silenzio non tutela nessuno – aggiunge Gattuso – La trasparenza, invece, è uno strumento fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la fiducia tra lavoratori, cittadini e istituzioni. Gli errori, quando si verificano, non devono essere nascosti o ridotti a semplici adempimenti amministrativi. Devono essere analizzati, condivisi e trasformati in occasioni di crescita professionale e organizzativa”.
Anche sulla situazione della Uosd Chirurgia dell’Uremico la risposta della direzione è sembrata insufficiente. “Se l’azienda ritiene di non poter garantire un’équipe dedicata, abbia il coraggio di aprire un confronto serio su una diversa organizzazione della struttura, anche valutandone l’accorpamento con un’altra unità chirurgica – prosegue Gattuso – L’obiettivo deve essere uno solo: restituire ai cittadini un programma di trapianto di rene da donatore vivente, fermo ormai da troppi anni. Da oltre due anni la struttura lavora con una dotazione di personale inadeguata rispetto ai volumi di attività. Parlare genericamente di un riassetto organizzativo senza indicare tempi e modalità significa rinviare ancora una volta la soluzione del problema. Chiediamo il potenziamento con personale stabile, adeguatamente formato ed esperto nel settore trapiantologico. La sicurezza dei pazienti non può dipendere da continue soluzioni provvisorie o dall’impiego di personale inserito all’ultimo momento. Investire sulle competenze significa investire sulla qualità delle cure”.
La smentita secca dell’Ospedale
Ma la smentita dell’ospedale è secca e dura “In merito alle notizie diffuse inerentemente a un cluster da klebsiella presso l UOC di nefrologia e trapianti si smentisce tale circostanza. Per la serenità della popolazione anche ospedalizzata si sottolinea che in atto non sussiste alcuna criticità infettivologica presso tale unità. Ne pertanto è sospesa l’attività di trapianti connessa”.
La nota dell’ospedale va oltre e racconta di un episodio circoscritto di mesi addietro contenuto e risolto: “Ulteriormente si specifica che semmai alcuni mesi fa si era individuato un cluster circoscritto che è stato immediatamente bloccato gestito dal direttore dell’ Unità Operativa Complessa e dai segmenti aziendali preposti secondo le procedere di legge e di rischio clinico”.
Carte agli avvocati
L ‘azienda preannuncia inoltre che valuterà azioni legali a tutela della propria immagine, del proprio personale e soprattutto dell’interesse pubblico “laddove la diffusione di notizie fuorvianti e non attendibili di siffatta natura possa recare allarmi ingiustificati alla popolazione e turbamento degli assistiti utenti”.






Commenta con Facebook