Era uscito per fare delle commissioni in una giornata qualunque e non ha più fatto ritorno a casa. Palermo piange Giuseppe Sutera, l’85enne travolto e ucciso ieri, 14 marzo in via Tommaso Natale. Un uomo conosciuto e benvoluto nel quartiere, strappato alla vita in tragico incidente che ha lasciato sgomenti familiari, amici e parenti.
La tragedia
Giuseppe stava attraversando sulle strisce pedonali quando una Polo Volkswagen, guidata da un 78enne senza patente né assicurazione, lo ha travolto. Un impatto devastante, sotto gli occhi increduli di passanti e automobilisti: “Ho sentito un frastuono, poi urla disperate. Quando mi sono voltato, ho visto una scena straziante” ha raccontato un testimone.
Nonostante i soccorsi immediati, per l’anziano non c’è stato nulla da fare. Tra i primi a ricevere la terribile notizia è stata la figlia, che poco prima lo aveva lasciato per andare in farmacia. “L’ho chiamata e le ho detto di tornare subito in piazza Tommaso Natale”, prosegue il testimone. “È arrivata in lacrime, poco dopo è giunto anche il fratello. A loro il compito più doloroso: dirlo alla madre, che lo aspettava a casa”.
Un’altra vittima della strada
Un grave incidente stradale si era verificato anche nella serata di lunedì 10 marzo a Catania, in via Zia Lisa, costando la vita a Giorgio Schiavo, un idraulico di 41 anni. L’uomo era alla guida del suo scooter quando si è scontrato violentemente contro un furgone che, effettuando un’inversione di marcia, ha improvvisamente occupato la carreggiata.
L’impatto era stato violentissimo e purtroppo fatale per Schiavo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del Fuoco e gli agenti della polizia locale per effettuare i rilievi e chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le forze dell’ordine stanno portando avanti le indagini per accertare eventuali responsabilità.
Il cordoglio
Giorgio era una persona conosciuta e stimata dalla comunità cittadina, sia per la sua professionalità che per il suo animo generoso e disponibile. Amici e parenti lo ricordano con grande affetto, raccontando della sua simpatia e della sua gentilezza. Per molti era “Giorgione”, un soprannome che testimoniava il forte legame con chi gli voleva bene.
Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social: “Amico mio, voglio ricordarti così, come ti chiamavano una volta, Giorgione, riposa in pace” ha scritto un amico, Simone Filogamo.






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