Dopo  la protesta di Sicilia Futura contro le nomine, dopo gli scontri fra Crocetta ed il Pd, dopo la minaccia dei centristi di lasciare la maggioranza fermate con la nomina del nuovo assessore Carmencita Mangano, a minacciare di non votare la legge di stabilità è il Nuovo Centro Destra.

“L’azione del governo regionale continua a essere insufficiente, rispetto alla legittime aspettative dei siciliani” lo dice il presidente del Nuovo Centro Destra all’Ars, Nino D’Asero, parlando a nome del Gruppo tutto.

La posizione arriva proprio nel giorno in cui la giunta regionale ha approvato il disegno di legge che rinvia ancora di un mese l’analisi della Finanziaria portando la scadenza alla fine di aprile. Legge che dovrà essere discusa ed approvata dal Parlamento nella seduta del 28 arzo ma che, è quasi scontato, sarà approvata.

“Le emergenze rimangono emergenze – continua D’Asero–Nulla di significativo è stato fatto per risolvere le problematiche che affliggono un po’ tutti i comparti: lavoro, gestione dei rifiuti, formazione professionale, agricoltura; e a ciò occorre accostare lo stato delle piccole e medie imprese e, in generale, il mondo della produzione lasciata a se stessa assieme al colpevole e nocumentale ritardo con cui vengono pubblicati i bandi europei”.

La voce di una operazione politica per giungere allo sciglimento anticipato di qualche mese in realtà circola da qualche tempo ma il come farlo non sarebbe stato deciso. La mancata approvazione della Finanziaria potrebbe essee una strada anche se è davvero difficile spiegare alla Sicilia ed ai siciliani un commissariamento, il primo nella storia, che lascerebbe paralizzata l’amministrazione fino all’insediamento del nuovo governo e della nuova Assemblea.

“Manca un serio intervento di programmazione e di impulso – riprende D’Asero – e, se mai qualcuno non se ne fosse accorto, sottolineo come fatto assurdo la ancor mancata approvazione del Bilancio”.

Di fatto lo scioglimento anticipato avrebbe pochi effetti visto che i tempi per le elezioni sarebbero simili a quelli di uno scioglimento ordinario. L’unica effetto sarebbe quello di non far fare a Crocetta e compagni l’ultima finanziaria
“Questo stallo in cui il governo Crocetta costringe la politica e relega l’Isola – conclude D’Asero – ci porta ad assumere un atteggiamento sempre più critico nei suoi confronti e potrebbe anche impedirci di votare la Finanziaria a meno di un cambio repentino di rotta”.

Ma l’eventualità appare remota e la minaccia più politica che concreta. Intanto ieri la giunta ha provveduto a nominare tre nuovi dirigenti generali mentre Forza Italia ha presentato una mozione per la decadenza dei nominati negli Enti regionali della scorsa settimana e l’Assemblea si prepara a recepire l’ulteriore taglio alle pensioni dei politici dopo quello dei vitalizi come conferma il Presidente Ardizzone.

“Bene ha fatto la Camera dei deputati, nell’auspicio che provveda prontamente anche il Senato saremo consequenziali e ci adegueremo. D’altronde come abbiamo già fatto nel 2014, anticipando tutte le altre Regioni e contribuendo al Fondo di solidarietà nazionale con 6,6 milioni di euro” ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, commentando la decisione dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Montecitorio che ha deliberato l’introduzione, per 3 anni a partire da maggio, di un contributo di solidarietà crescente a carico degli assegni vitalizi, superiori ai 70mila euro annui, degli ex parlamentari.

“Quella presa, al di là dei populismi – continua Ardizzone – è la soluzione più ovvia, all’interno di un percorso corretto di rispetto delle regole, e per questo da me più volte auspicata, quando ho chiesto che per un’omogeneizzazione dei sistemi previdenziali in tutta Italia fosse necessario un’interlocuzione tra le Regioni e il Parlamento nazionale”.