Arriva da Roma lo stop al Piano Rifiuti della Regione siciliana. In una relazione di 35 pagine il ministero dell’Ambiente boccia punto per punto il piano elaborato dal governo Musumeci, dalla adeguatezza del Rapporto ambientale ai contenuti e obiettivi del Prgr. “Serve una profonda revisione” scrive il Ministero secondo cui “destano perplessità le considerazioni in ordine alla qualità e alla veridicità dei dati, tra l’altro non sufficienti, per costituire una plausibile base di sviluppo del Piano stesso” e chiede maggiore chiarezza sugli obiettivi del Piano e sul modo in cui dovrebbero essere raggiunti.

“Per superare la continua situazione di criticità del territorio – scrive Roma – parrebbe più appropriato dotarsi di uno strumento di pianificazione chiaro e certo che preveda cronoprogrammi attuativi e prenda decisioni immediatamente efficaci senza ulteriori rimandi”. E proprio il tempo su cui si articola il Piano diventa un fattore fondamentale. “Proprio per il suo valore strategico – si legge – il Prgr avrebbe dovuto prevedere un sistema sinergico di gestione dei rifiuti residui in questa fase e non entro i prossimi 7 anni”.

Sono “osservazioni che rientrano nel normale iter di approvazione del piano rifiuti” per l’assessore regionale Alberto Pierobon. “Non c’è nulla di eccezionale, anzi ben vengano – afferma l’assessore commentando le osservazioni del ministero dell’Ambiente sul piano rifiuti -. Il piano va integrato col contributo di tutti per avere il miglior risultato possibile. Alcune critiche sono costruttive, altre le valuteremo, ma c’è talmente tanto da fare che ogni aiuto è sempre utile”.

“È la prima volta che la Sicilia decide di dotarsi di un piano rifiuti – prosegue Pierobon – è un lavoro storico, un documento importante di pulizia e trasparenza che il governo sta portando avanti. Anche altre amministrazioni ritenute virtuose hanno ricevuto osservazioni anche più dure, eppure oggi le prendiamo a modello. Le osservazioni del ministero fanno parte del normale iter seguito per migliorare il piano. Si tratta di centinaia di pagine e allegati che vanno integrati con i suggerimenti di tutti, dei territori, delle opposizioni, dei sindaci. Non ci sarà alcun allungamento dei tempi, integreremo il piano e andremo avanti nell’interesse di tutti i siciliani”.

Contro il Ministero si schiera Legambiente. “Nei giorni scorsi abbiamo, anche durante l’Ecoforum sui rifiuti, espresso le nostre critiche sulla proposta di piano dei rifiuti presentato dalla Regione: lo riteniamo molto carente, una mera dichiarazione d’intenti, dove si elencano degli obiettivi da raggiungere ma non come potere attuarli. E poi il vero nodo, quello degli impianti, che non vengono in alcun modo programmati. Quindi, non poteva non arrivare il duro giudizio del Ministero dell’Ambiente. Ma, nessuno ha forse notato, compreso il Movimento 5 stelle, che il Ministero, sulla questione impianti, ribadisce la necessità di realizzare almeno due inceneritori in Sicilia. È una proposta vergognosa”.

“Non facciamo passare sotto silenzio questa scellerata ipotesi – concludono gli ambientalisti – che ci farebbe tornare indietro e ricominciare un avvilente dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti in Sicilia”.

“Il ministero dell’Ambiente pare intenzionato a non farci risolvere presto il problema dei rifiuti in Sicilia. Invece di agevolare e sostenere la nostra coraggiosa azione, cerca mille cavilli al Piano regionale dei rifiuti per allontanare la soluzione e riavvicinare l’emergenza. Replicheremo ai cavilli entro sessanta giorni!”. Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
“Prendiamo atto che il governo grillino di Roma si è convertito ai termovalorizzatori e ci chiede di realizzarne almeno due. Per noi non è un problema, visto che non abbiamo mai avuto alcun pregiudizio su questo tipo di impianto. Qualcuno però avverta il ministro dell’Ambiente Costa, che invece ha sempre ripetuto di essere contrario agli inceneritori. Questa schizofrenia non agevola la celere soluzione del problema rifiuti nell’Isola, ma serve almeno a far capire ai siciliani con chi abbiamo a che fare, alla faccia della leale collaborazione tra istituzioni”.