A seguito dell’emergenza Coronavirus, l’Inps ha semplificato l’accredito delle pensioni su conto corrente.
“Ma c’è chi ha difficoltà a riscuotere la pensione “perché le banche continuano a comandarci e succede qualcosa di ridicolo e assurdo”.

A denunciare quanto sta accadendo a molte famiglie ‘speciali’, con figli minori disabili, è Rosi Pennino, presidente dell’associazione ParlAutismo e madre di una ragazzina con disabilità che spiega a BlogSicilia la situazione.

“La pensione di mia figlia – chiarisce – e di molti minori che non possono essere titolari di un conto corrente perché non censibili, deve essere prelevata allo sportello bancario dai genitori. I primi giorni di aprile sono arrivate le pensioni. Io sono chiusa in casa con due bambine, una delle quali ribadisco disabile e l’altra di 4 anni, da oltre un mese. Ebbene, non posso recarmi presso la mia banca, che si trova a Palermo, mentre io abito in un comune della provincia. Ho fatto presente la problematica alla mia filiale, dove mi hanno proposto di compilare un modulo cartaceo. Tutto ciò è incomprensibile. La tecnologia, tanto invocata in questo periodo, non viene nemmeno presa in considerazione. Avrebbero potuto chiedermi di inviare una pec o trovare un’altra soluzione, nulla di questo è stato fatto”.

In pratica, dato che Pennino non può andare in banca, la filiale l’ha telefonicamente invitata ad ‘inviare’ una persona da lei autorizzata, con un modulo da lei firmato, ad eseguire l’operazione di riscossione della pensione.

“Potrei mandare in banca, previo appuntamento, solo mia sorella – spiega ancora Pennino – che vive a Palermo. Ma prima di recarsi allo sportello per ottenere l’accredito della pensione sul mio conto dovrebbe avere un modulo da me firmato, fare l’operazione, poi tornare a casa mia, dove io dovrei consegnarle la mia carta e mandarla a prelevare i contanti per poi farla tornare da me a consegnarmi la somma. Dovrebbe fare avanti e indietro tra casa mia e banca diverse volte. Ma se ci dicono di restare a casa, per tutelare la salute nostra e quella degli altri, e prevenire il rischio di contagio, possibile che non abbiano pensato ad un modo per risolvere questo problema? Ci troviamo ancora una volta in una condizione di fragilità ed estrema solitudine, non c’è un sistema adeguato che possa consentire a mia figlia, e a chi vive in una condizione di disabilità, di aggirare questo ostacolo”.

Pennino, risoluta com’è, ha scritto alla direzione generale della sua banca, anche perché, “se la pensione non la ritiri entro un certo termine torna a Roma all’Inps nazionale e poi è un casino per ottenerla”.

Considerazioni in merito alle quali appare opportuno un intervento immediato da parte di chi gestisce queste procedure di accredito, anche perché, come ricorda Pennino, “non sappiamo quanto tutto questo durerà, e siamo tutti più fragili ed avere liquidità dentro casa è importante”.

“Come faccio a risolvere – prosegue Pennino-? E’ chiaro che non posso recarmi fuori dal mio comune per andare a Palermo. Darmi la possibilità di riscuotere la pensione di mia figlia è un diritto che in questo momento viene negato a me e a lei. Siamo per l’ennesima volta in emergenza dentro l’emergenza”.

Per molti anziani impossibilitati a recarsi alle Poste o in banca, sono attualmente i carabinieri a prelevare la pensione e consegnarla al loro domicilio. “Nessuno ha pensato ai minori disabili – tuona ancora Pennino – e nella mia situazione ci sono moltissime altre famiglie. Io chiedo che si mettano in campo soluzioni che consentano alle famiglie speciali di sopravvivere in questo duro momento di pandemia, anche perché, per i servizi bancari dei quali usufruisco, pago ogni mese”.

Infine l’amara conclusione: “Mi chiedo – riflette Pennino – cosa stiamo capendo di questa pandemia. Non c’è tutela delle persone più fragili. Questo è un problema che persisterà anche nei prossimi mesi. C’è bisogno di attivare buone prassi, con l’aiuto della tecnologia che è fondamentale. E’ inaccettabile che mi chiedano di andare allo sportello. Non posso uscire da casa e non posso lasciare le mie figlie da sole. Siamo alla follia”.