“Ecco il video degli studenti del Vittorio Emanuele III, Guardatelo e giudicatelo voi”. A pubblicarlo accompagnandolo con queste parole è stato l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.

“Visto che tutti coloro che ne parlano non l’hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni – scrive Grasso – ho deciso di pubblicare il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo (omettendo solo l’ultima slide con i nomi)”.

Poi Grasso passa alle opinioni politiche “Su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni? In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni”.

“Allora mi chiedo: perché la Professoressa Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos? Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente. Forse – conclude – è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!”

E adesso  “Il sindaco Leoluca Orlando ha dato mandato al Webmaster del Comune di pubblicare in homepage del sito istituzionale il video del lavoro realizzato dagli studenti della classe 2E dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, al centro in questi giorni di una polemica.

La decisione è stata assunta dalla Giunta comunale di oggi, che ha anche aderito alle iniziative di solidarietà alla docente Rosa Maria Dell’Aria. Sul sito del Comune, il video è accompagnato dalla frase:

“La scuola, con i suoi docenti, il suo personale e i suoi studenti è una parte essenziale della nostra città e della nostra comunità. La scuola è il luogo non soltanto fisico nel quale costruire il futuro. L’Amministrazione comunale e tutta la città sono grate agli studenti e a chi li accompagna nel percorso di crescita; un percorso di consapevolezza e cittadinanza attiva”.