L’ultima protesta in ordine di tempo è quella del senatore Lumia per il quale “Il Centro Pio La Torre è una risorsa preziosa per la promozione della cultura civile e antimafia in Sicilia. Per questo ritengo un grave errore la scelta del governo regionale di ridurre il contributo”.

“Le risorse erogate in questi anni – aggiunge – sono state ben spese. Mi auguro che l’esecutivo possa tornare sui suoi passi e condividere un’esperienza patrimonio di tutta la democrazia e la politica”.

Lui difende il Centro La Torre ma non tanti altri. A protestare è la Fondazione Falcone oltre allo stesso Centro La Torre e, in generale, il fronte delle associazioni antimafia, il deputato della sinistra Ca<ludio fava, la Cgil. Non protestano, invece, perchè pormai stremati da anni di tagli, i teatri popolari, le associazioni culturali e musuiclai, gli organizzatori di eventi, le associazioni che orbitano intorno all’assessorato alla sanità e che si occupano di gravi temi. Vivono un po’ meglio, ma solo un po’, le associazioni che orbitano intorno all’assessorato al welfare.

Tutti dimenticano, però, che i criteri  sono stati decisi dal governo Crocetta e che la giunta Musumeci, nello sbloccare le risorse 2017 alla finedell’anno, ha fatto presente che non condivide criteri iniqui e ingiusti, ma non avrebbe avuto più il tempo di cambiarli per l’anno ormai finito ed ha preferito erogare i fondi anzichè bloccare tutto.

Ma le urgenze, oggi, sono altre e la giunta dovrà pensare a quelle che vanno da rifiuti al bilancio. Per la ex tabella H ci sarà tempo, sempre che restino soldi. Magari tirando fuori le associazioni che si occupano di assistenza ai disabili o di cure terminali da questo calderone.

“Le assegnazioni di contributi regionali alle associazioni vanno riviste colmando vistosi buchi, primo tra tutti quello che riguarda le associazioni antimafia. Al di la di chi abbia predisposto  a monte l’elenco e i relativi finanziamenti, c’è adesso da rimediare a tagli che penalizzano strutture che hanno svolto un’azione meritoria sul terreno della diffusione del messaggio e della cultura della legalità, come l’associazione intitolata a Pio La Torre” dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, che aggiunge: “Non ci sono chiari i criteri che hanno ispirato scelte certamente sbilanciate, che oltre all’antimafia penalizzano anche altri importanti settori. Al Presidente Musumeci – afferma – chiediamo un intervento immediato affinchè importanti esperienze non vadano perdute, definendo anche una volta per tutte criteri certi per l’accesso ai contributi evitando così una volta per tutte che questi diventino merce di scambio col consenso politico- elettorale”.

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