“Non essendoci unanimità sulla mia proposta di rimandare a domani le norme principali contenute nel collegato della quinta commissione, oggi l’Ars chiude per la pausa estiva: riapre il 2 settembre per le commissione ed il 10 per l’aula”. Lo ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè intervenendo in aula al termine della riunione dei capigruppo.

Una chiusura inattesa che spiazza tutti dopo l’approvazione del secondo ‘collegato’ alla finanziaria. Con 33 voti a favore l’Ars aveva dato nel pomeriggio di ieri il voto finale anche al secondo ‘collegato’ esitato dalla prima
commissione. All’ordine del giorno era previsto l’approdo del terzo ‘collegato’ della quinta commissione, che contiene oltre 40 norme. Il presidente Gianfranco Miccichè ha poi convocato una conferenza dei capigruppo per decidere come proseguire i lavori. Conferenza conclusasi con la porta sbattuta in faccia a tutti i deputati ed il rinvio dei lavori a settembre.

L’assemblea era riuscita ad approvare la norma Salva Catania ma tanto altro resta appeso. Le prime proteste vengono dalla stessa maggioranza, anzi già dal governo. “Con il rinvio dei lavori d’Aula a settembre voluto dalle opposizioni 5Stelle e Pd,  ogni sforzo del governo regionale per permettere ai Teatri “Vincenzo Bellini” di Catania e “Vittorio Emanuele” di Messina di chiudere le procedure relative ai bilanci triennali rischia di vanificarsi. Avevamo chiesto di trattare almeno questo tema prima del rinvio e invece non hanno acconsentito” accusa l’assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo Manlio Messina che ha proposto nel pomeriggio nel corso dei lavori d’aula, a nome del governo Musumeci, un emendamento. “Attualmente le risorse sono soltanto per il 2019, la metà per il 2020 e zero per il 2021 – spiega l’assessore Messina -. Con questo provvedimento sostanzialmente il governo puntava a ripristinare le somme previste per consentire ai teatri di chiudere i bilanci e proseguire la loro normale attività”.

Ma le opposizioni non ci stanno e additano, invece, la maggioranza. “Tanto lavoro per nulla. Miccichè-Penelope disfà tutto quanto fatto nelle commissioni di merito dell’Ars, dimostrando il proprio fallimento e, visto che la maggioranza era sfilacciata e senza numeri, preferisce rifugiarsi sotto l’ombrellone per evitare il prevedibilissimo naufragio di gran parte delle norme e delle marchette inserite nel collegato alla Finanziaria della quinta commissione” dicono i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars.

“E’ il vergognoso commiato – affermano i deputati 5 stelle – di un vergognoso governo, che prima delle ferie doveva portare a casa grandi e strombazzatissime riforme, quelle dei rifiuti in primis e invece si ritrova con un pugno di mosche in mano, o poco più”. “Il sipario del teatrino dell’Ars – continuano i deputati – si riaprirà con un maxi-collegato che sarà disegnato ad hoc sui desiderata dei vari deputati, con la speranza di portare a casa il più alto numero di marchette possibile. Evidentemente, ancora una volta, hanno fatto i conti senza il Movimento 5 stelle”.

“Siamo di fronte all’esito di un disastro annunciato: il Parlamento chiude in anticipo perché ostaggio dell’inconcludenza e della tracotanza del governo e della maggioranza” dice invece Giuseppe Lupo capogruppo Pd.

“Nella presunzione di approvare la finanziaria senza esercizio provvisorio, il governo Musumeci ha paralizzato il
parlamento per i sei mesi successivi con una serie infinita di ‘collegati’. Una melina estenuante – aggiunge Lupo – portata avanti al solo scopo di non volere affrontare i veri nodi della Regione e le riforme che servono alla Sicilia, lasciando al palo le misure urgenti per il sostengo alle imprese, ai comuni ed ai servizi per i cittadini”.

Per parte sua Micciché un errore lo ammette ma di tutt’altra natura “Mi faccio carico di dire che ho sbagliato, i ‘collegati’ sono stati una follia. Bisogna sapere imparare dall’esperienza’.

Dopo l’approvazione della manovra economica sono stati diversi i ddl ‘collegati, contenenti le norme estrapolate
dalla finanziaria più diversi emendamenti presentati dai parlamentari: uno ‘principale’, gli altri suddivisi per
‘competenza di commissione di merito’.

“Non possiamo riaprire il 2 settembre nelle stesse condizioni di adesso – ha aggiunto Micciché – si devono prendere le norme principali contenute nei vari ‘collegati’ attualmente all’esame del parlamento e inserirle in un unico testo’.