Purtroppo la realtà per gli utenti di Amat è ben diversa. Corse saltate e vetture a volte calde e strapiene. Disagi anche nelle linee del Tram. Ancora oggi il servizio è lontano da potersi definire efficiente.

Pubblichiamo il racconto di una passeggera costretta a subire i ritardi nella linea 106 e del tram

L’odissea nella linea 106

Sono una cittadina che ogni giorno utilizza il trasporto pubblico per andare al lavoro, tornare a casa e gestire gli impegni familiari. Acquisto regolarmente il biglietto tramite app e, come tanti altri utenti, mi affido a un servizio che dovrebbe garantire puntualità ed efficienza. Proprio per questo mi sento in diritto di raccontare quanto accaduto ieri, 18 giugno.

Dopo una mattinata di lavoro, ho preso la linea 731 da piazza Acquasanta per raggiungere la fermata Duca della Verdura – Toselli, dove avrei dovuto proseguire con l’autobus 106 per tornare verso casa. Tra le 13.10 e le 14.05 ho atteso inutilmente il passaggio del mezzo senza vedere arrivare nemmeno una vettura della linea.

Nel frattempo sono transitati tre autobus della linea 731, tre della linea 102 e altri mezzi del servizio urbano. Considerando che il 731 ha una frequenza di circa venti minuti, è evidente come l’attesa per il 106 abbia superato abbondantemente l’ora.

La cosa più grave è che si trattava di una fascia oraria particolarmente delicata, quando molte persone escono dal lavoro. Il 106 rappresenta un collegamento fondamentale con la Zisa, il parcheggio degli Emiri e le zone limitrofe. Quando saltano una o due corse consecutive, l’autobus che finalmente arriva è inevitabilmente preso d’assalto. Le persone si accalcano alle fermate, si spingono per riuscire a salire e spesso si creano tensioni tra utenti esasperati. Si viaggia schiacciati come sardine, in condizioni che non dovrebbero appartenere a un servizio pubblico moderno.

Il disservizio sulla linea tram 4

Pensavo che il peggio fosse passato. Invece, poche ore dopo, mi sono ritrovata a vivere un secondo disservizio.

Intorno alle 16.05 ero alla fermata del Tram 4 di via Pitrè, in direzione stazione Notarbartolo. Dovevo andare a prendere mia figlia all’asilo. Sul display compariva un tempo di attesa di 29 minuti. Già questo mi è sembrato anomalo per una linea che normalmente dovrebbe garantire frequenze ben più ravvicinate.

Ancora più assurdo è stato vedere che, dopo oltre dieci minuti di attesa, il display continuava a indicare 29 minuti all’arrivo del Tram 4. Nessun aggiornamento, nessuna variazione. Come se il tempo si fosse fermato. Nel frattempo la corsa successiva risultava prevista addirittura dopo 57 minuti.

Alla fine il tram è arrivato dopo circa 40 minuti di attesa effettiva. In quel momento ho pensato che rischiavo seriamente di non arrivare in tempo a prendere mia figlia all’asilo.

E mi sono chiesta: se AMAT sa che sulla linea c’è una sola vettura in servizio, perché non attivare un autobus sostitutivo? Perché non prevedere soluzioni alternative per gli utenti invece di lasciarli sotto il sole, senza informazioni e senza certezze?

La cosa che più mi amareggia è il contrasto tra la realtà che vivo ogni giorno e i messaggi pubblicitari che AMAT diffonde per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. In questi giorni, ad esempio, campeggia lo slogan: “Lascia l’auto, scegli il trasporto pubblico: viaggi meglio, vivi Palermo”. Un messaggio condivisibile nelle intenzioni, ma che rischia di apparire paradossale a chi si trova ad attendere oltre un’ora un autobus e quaranta minuti un tram nello stesso giorno.

E c’è un altro aspetto che non posso fare a meno di sottolineare. I controllori per verificare il possesso del biglietto non mancano mai. Ed è giusto che sia così. Ma viene spontaneo osservare che, mentre il controllo del biglietto è puntuale, spesso il servizio non lo è affatto. E lo dico da persona che il biglietto lo acquista sempre tramite app.

Noi cittadini facciamo la nostra parte. Paghiamo il servizio e rispettiamo le regole. In cambio chiediamo soltanto mezzi puntuali, informazioni attendibili e condizioni di viaggio dignitose.

Non mi sembra una pretesa eccessiva. Mi sembra semplicemente il minimo che un utente possa aspettarsi da un servizio pubblico.